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    Home Cultura e tempo libero Valle, un libro sui proverbi

    Valle, un libro sui proverbi

    Un libro che raccoglie soprannomi, proverbi e modi di dire in dialetto vallese. È “Val an tal cor” (Valle nel cuore), la pubblicazione che l’ex presidente della biblioteca di Valle Lomellina, Marco Feccia, sta preparando per la stampa in questi giorni, con la collaborazione grafica di Roberto Bertassi. Il tutto è nato da un’idea di Vincenzo Bulgarelli, per anni storico presidente della Pro loco, che durante l’emergenza Covid ha raccolto su Facebook le testimonianze dei vallesi. Un po’ per gioco, un po’ per passione, ne è nato un volume di 160 pagine, corredato da 16 fotografie di cartoline con i monumenti storici del paese ai primi del ‘900. «Innanzi tutto grazie a tutti per la grande partecipazione ai post da me pubblicati. – scrive Bulgarelli ai concittadini sulla pagina Fb “Sei di Valle se…” – Soprannomi, modi di dire e proverbi, per merito vostro hanno ripreso vita: non avrei mai immaginato di condividere così tanti ricordi, che in alcuni casi mi hanno fatto sorridere, ma anche emozionare. Il nostro dialetto e i nostri ricordi non devono scomparire. Per questo voglio farmi promotore di una iniziativa, aperta a tutti, difficile ma molto stimolante: realizzare una pubblicazione, scritta esclusivamente dai vallesi, senza pretese editoriali, ma con lo scopo di potere consegnare alle future generazioni un pezzo di storia del nostro paese che altrimenti andrebbe perso per sempre». Il volume, stampato dalla tipografia Panza di Mede, è impreziosito dalla prefazione di Maria Forni, ex preside del liceo Omodeo di Mortara, studiosa ed esperta di lingue e dialetti. «Quella con la professoressa Forni – spiega Marco Feccia – è un’intesa che va al di là di quest’opera, che nasce a Valle ma non resta a Valle. Vista l’omogeneità delle espressioni, in occasione della presentazione del libro faremo delle comparazioni con altri paesi, e analizzeremo qual è la cultura sedimentata in Lomellina dovuta alla presenza straniera: Spagna, Francia, ma anche Russia. Ogni generazione infatti apporta il suo contributo e modifica di conseguenza il bagaglio culturale del territorio». E Bulgarelli aggiunge: «E’ un esempio di quando la memoria si fa storia, perché si tratta di tradizioni tramandate oralmente».

    Davide Zardo

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