12.3 C
Vigevano
lunedì, Giugno 14, 2021
More
    HomeOsservatorioOsservatorio 04-06 / Giustizia e Perdono

    Osservatorio 04-06 / Giustizia e Perdono

    Giustizia, rabbia, vendetta, pentimento, riabilitazione, perdono…parole che si accavallano di fronte alla notizia della scarcerazione del boss mafioso Giovanni Brusca, reo di efferati omicidi, tra cui la strage di Capaci e quello orrendo del piccolo Matteo.

    “Ha pagato il suo debito con la giustizia”, si dice di solito tecnicamente e ufficialmente quando una persona finisce di scontare i suoi anni di carcere comminati in seguito a regolare processo.

    Certamente non è facile addentrarsi in questo groviglio di pensieri, che vanno dagli aspetti prettamente giuridici (in base alle attuali leggi dello Stato Brusca è ormai cittadino libero come qualunque altro…) a quelli più etici, sociali e addirittura sentimentali.

    Si rimane anzitutto increduli come una persona umana abbia potuto compiere un così gran numero di delitti ed estremamente crudeli, sopprimendo persone innocenti unicamente in nome di quella legge “mafiosa” che non si riesce nemmeno ben decifrare. Brusca si dice pentito? L’uomo Brusca ha chiesto perdono? Il mafioso Brusca è ancora convinto di aver unicamente agito in nome di quella “legge” della mafia, che non è scritta ma che ha le sue regole ferree da rispettare?
    Indubbiamente la rabbia e il desiderio di vendetta sono tentate di avere il sopravvento di fronte ad ogni logica della legge umana. Non vogliamo dare giudizi, ma condividere alcune riflessioni.

    Tribunale giudice

    La prima, dal punto di vista umano, che porta ad un interrogativo. E’ inutile che oggi tutti si scandalizzino perché perché Brusca è libero se le leggi che le hanno consentito questa libertà le hanno scritte gli uomini, fior di giuristi, i quali indubbiamente avranno seguito una logica e una chiave di lettura ben precisa, nella consapevolezza anche di una possibile scarcerazione. Una logica per molti aspetti condivisibile che punta sempre alla centralità e ai fondamentali diritti di una persona, riabilitazione e pentimento compresi.

    L’altra, forse più delicata, quella che porta al pentimento di fronte a Dio e al conseguente perdono. La logica umana fa fatica ad accettare che uno che ha commesso tanti delitti, possa poi sbrigativamente e forse furbescamente cavarsela con un “semplice” pentimento.

    E’ vero, però, che il pentimento di fronte a Dio è ben altro del pentimento di fronte agli uomini. La giustizia terrena si può sempre cercare di raggirarla con qualche cavillo o strategia burbesca…ma sappiamo che Dio guarda il cuore e coglie la sincerità e la verità del nostro pentimento.

    Di fronte a casi come quello di Brusca, rispettiamo la legge degli uomini, condividiamo il dolore di chi ha perso un figlio, un marito, un parente…ma soprattutto “fidiamoci” di Dio, anche nell’accompagnare il nostro modo di giudicare.

    Dep

    POPOLARI

    LASCIA UN COMMENTO

    Per favore inserisci il tuo commento!
    Per favore inserisci il tuo nome qui

    I canali ufficiali

    1,537FansLike

    Pubblicità

    Per info sulla pubblicità:
    Email - araldo@diocesivigevano.it
    Telefono 3286736764