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mercoledì, Gennaio 27, 2021
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    Osservatorio 11-12 / “Furbizia” sociale

    C’è un modo per raggirare le limitazioni di spostamenti dettate dai diversi dpcm in questo tempo di pandemia. Esempio, se uno ha almeno due matrimoni alle spalle e un paio di figli per ciascuno dei due matrimoni, tutti residenti in regioni diverse, può tranquillamente girare mezza italia!

    Non vuole essere la nostra, naturalmente, una istigazione alla trasgressione, ma semplicemente cogliere la la fotografia della società del nostro tempo, indipendentemente da virus.

    Fa anche ironicamente sorridere che proprio gli ambiti culturali e politici che hanno saputo e voluto “costruire” questo modello di società, siano in realtà “traditi” proprio dalla stessa “creatura sociale” che loro hanno voluto e costruito a suon di leggi e comunque di un certo modello sociale e culturale appartenente al loto ambito ideologico.

    Osservatorio 11-12 fragilità

    E’ logico che questa nostra sottolineatura è da leggere un po’ ironicamente, ma spesso la lettura ironica di una realtà o di un fatto, nasconde la verità su quella situazione o sul quell’evento, che magari nessuno in nome del “politicamente corretto” ha il coraggio di dire, ma che in realtà mette in evidenza una situazione che il più delle volte emerge proprio nei casi “non soliti”, che poi è la situazione “normale” del nostro tempo, quello che stiamo vivendo.

    Al di là di queste “letture ironiche”, una cosa è certa: il “covid” sta cambiando quasi tutto della nostra impostazione sociale. Cambia le abitudini, cambia gli orari, cambia il modo di approcciarsi al lavoro, cambiano anche le priorità su investimenti imprenditoriali e tante altre cose (cambia persino la messa di mezzanotte a Natale verrebbe da dire…)

    Ma proprio ritornando a quella “lettura ironica” di uno spaccato di società e forse più vera proprio perché ironica, questa situazione ci porta a riflettere su numerose scelte sociali, politiche, culturali dal dopoguerra ad oggi e ci si ritrova con tante povertà, con tante insicurezze, con tante paure. Abitudini o assiomi culturali “granitici” si sciolgono come neve al sole di fronte ad un normale “dpcm”.

    Qualcuno nei giorni scorsi, sottolineava come il concetto di “coprifuoco” ad esempio, rimanda a pagine tristi di storia, soprattutto in riferimento ai conflitti e alle guerre… oggi al più rimanda alla ristrettezze sulle cene o sulle movide…

    ma forse i “danni” sociali sono più gravi quelli di oggi che quelli in tempo di guerra… là almeno c’erano ideali e valori condivisi di riferimento… oggi c’è il caos, non dovuto ai dpcm, ma alla forte fragilità della società in cui viviamo, dove le parole “sacrificio”, solidarietà, famiglia e… congiunti, sono tutte da reinventare.

    Ancora una volta la faranno franca i soliti “furbi”, che con un paio di matrimoni e qualche figlio in giro, possono girarsi tutta Italia.

    Dep

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