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lunedì, Gennaio 30, 2023
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    Osservatorio 13-1 / Noi in Piazza San Pietro

    Prevedevano qualche decina di migliaia di persone. Sono stati in realtà più di 150 mila i fedeli che hanno voluto rendere omaggio a Papa Benedetto mettendosi in fila per dire una preghiera davanti alla sua salma, per non contare poi i sessantamila in piazza San Pietro per partecipare ai funerali. Al di là del commento giornalistico o sociologico, vorremmo “vivere” il ricordo di Papa Benedetto anche noi mettendoci idealmente in fila per dire una preghiera davanti alla sua salma.

    Una preghiera anzitutto di gratitudine, soprattutto per averci fatto dono della sua visita a Vigevano, nel suo primo viaggio pastorale a una diocesi italiana. Una giornata storica, quel 21 aprile del 2007, ma soprattutto carica di emozioni. Forse sarà anche per questo che lo sentivamo ormai uno di famiglia, andando a dire una preghiera, ma anche a condividere con lui le nostre emozioni, i nostri sentimenti, le preoccupazioni della vita quotidiana davanti alla sua salma. Poi, naturalmente sentendoci partecipi di tutta quella “umanità” in coda in piazza San Pietro. Raccolti in una piazza, ma idealmente presenti con le nostre origini, i nostri riferimenti sociali, le nostre famiglie, le nostre storie.

    Tutta l’umanità è sfilata davanti alla salma del Papa Emerito, e questa immagine la dice lunga più di tutte le analisi sociologiche, religiose, politiche con le quali in molti hanno tentato di “raccontare” Papa Benedetto. Proprio la sua riservatezza, da una parte poteva far pensare quasi a un senso di chiusura, in realtà quel suo sorriso un po’ timido consentiva di aprire il cuore di ciascuno davanti a lui con naturalezza e fiducia. Siamo certi che ciascuna delle migliaia di persone in piazza San Pietro abbia avuto la certezza di sentirsi “a tu per tu” con il Papa, forse più che nelle varie celebrazioni ufficiali durante il suo pontificato. L’umanità intera, l’umanità di ciascuno di noi (anche quelli a casa) era presente in Piazza san Pietro, portati dal cuore, dalla tenerezza verso questo “nonno” (come lo aveva chiamato Papa Francesco) capace di accogliere e di donare fiducia alla gente.

    Per questo, pur pensando a un evento doloroso come quello della morte di un Papa, vogliamo leggere quelle giornate in Piazza San Pietro come giornate di fede, emersa dai cuori di ciascuno, con le proprie preghiere, con le proprie domande e le proprie storie. Viene spontaneo dire: “Grazie Papa Benedetto!”.

    Dep

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