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sabato, Dicembre 3, 2022
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    Osservatorio 14-10 / Politicamente corretto

    Due recenti interventi di Papa Francesco meritano una riflessione, non solo per il loro contenuto magisteriale, ma soprattutto per l’ambito, il contesto e soprattutto il “tono” con cui sono stati fatti. Il primo due domeniche fa, prima della recita dell’Angelus in piazza S. Pietro, quando ha parlato della guerra in Ucraina, il secondo domenica scorsa, nel corso della beatificazione di due santi legati alle migrazioni.

    In entrambi i casi il Papa ha usato parole “non solite” nel vocabolario ecclesialese che caratterizza di solito i discorsi ufficiali del Santo Padre. E’ andato al di là del testo preparato, usando espressioni e soprattutto “pathos” che hanno dimostrato il suo forte coinvolgimento per queste tematiche e la volontà di andare dritto al cuore della gente, non per il solito applauso finale, ma al contrario per provocare riflessioni, per smuovere coscienze, per dire “pane al pane e vino al vino”.

    In poche parole, Papa Francesco ha messo da parte il “politicamente corretto” per provocare riflessioni e scelte concrete. Non certo un discorso diplomatico, da “capo di stato”, ma parole di un pastore, di un cristiano che sa di non avere spazio per trattative quando si tratta di valori etici e, come si erano espressi anche i vescovi italiani, “non negoziabili”.

    Questi interventi forti del Papa, indubbiamente, provocano tutti noi cristiani, quando dobbiamo non semplicemente affrontare “trattative” per scelte negli ambiti di vita sociale, culturale e politica, ma soprattutto portare “testimonianza”!
    Certamente ricordiamo le parole di Giovanni XXIII (celebriamo i sessant’anni del Vaticano II) quando invitava a cercare ciò che unisce piuttosto di ciò che divide, ma nello stesso tempo ci rendiamo conto ogni giorno di più che la società di oggi ci mette davanti a scelte coraggiose, a testimonianze vere e non semplicemente alla difesa, ma soprattutto alla proposta di quei valori che sono davvero irrinunciabili e che costituiscono l’architrave di tutti gli insegnamenti del Vangelo.

    Sono valori “scomodi” non solo per chi li ascolta, ma anche per chi li propone, perché “costringono” a coerenze e testimonianze forti e coraggiose.
    La società e la cultura di oggi non lasciano scampo, non si può “far finta di niente” e non si può nemmeno “barare” con noi stessi e con gli altri. Alcuni valori non possono rischiare di essere impoveriti dal “politicamente corretto”! Questa espressione, al più, potrà servire per il “modo” senza cercare il conflitto, ma non certamente per la proposta e testimonianza di valori autentici.

    Questo accade non solo per denunciare la guerra in Ucraina o il dramma dei migranti, ma siamo provocati ogni giorno… a scuola, in famiglia, in fabbrica, nei diversi ambiti culturali e di comunicazione… forse anche con le persone con cui prendiamo un caffè!

    Dep

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