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lunedì, Agosto 8, 2022
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    Osservatorio 15-4 / Tredicesima stazione

    Una famiglia Ucraina e una Russa porteranno questa sera (Venerdì Santo) la Croce alla Tredicesima Stazione della tradizionale Via Crucis al Colosseo, con la presenza del Papa. Lo ha voluto lo stesso Papa Francesco. Una scelta che ha suscitato subito prese di posizioni ufficiali da parte delle autorità russe e ucraine. Ma non è questo che ci interessa. La scelta del Papa, ancora una volta, è stata certamente una “provocazione”, non per dividere, ma per unire, soprattutto per testimoniare, nella dimostrazione che “nella guerra” ci possono essere scelte e testimonianze di pace.

    I valori veri della vita e dell’uomo non si raggiungono con percorsi mielosi o sentimentali, ma scaturiscono sempre da “scelte di rottura”, perché sappiamo che oggi il più delle volte il perbenismo, l’egoismo, la violenza, trovano giustificazioni umane che nascono da una certa logica egoistica. Apparentemente, ma solo apparentemente una guerra può essere segno di “rottura”, in quanto, in una logica e strategia di guerra è sicuramente più sconvolgente e dirompente un forte gesto di pace. Ci vuole coraggio a camminare fianco a fianco con il proprio “nemico”, ci vuole coraggio curare una ferita ad una persona che magari poco prima mi ha sparato, ci vuole coraggio portare la stessa croce, mano nella mano, in un contesto mondiale in cui le proprie nazioni si combattono.

    Quella Tredicesima Stazione, questa sera, sarà al centro di tutto il mondo… non sarà un Capo di Stato, non sarà un Ambasciatore, non sarà il Presidente dell’Onu, non sarà nemmeno il Papa… .saranno due famiglie, immerse nella loro quotidianità, nelle loro fatiche e nei loro dolori, nelle loro umiltà e nelle loro incomprensioni, ma nel breve cammino di quelle due famiglie, camminerà il mondo intero, forse un po’ sbigottito, forse anche risentito per quel gesto, ma certamente attonito davanti a quel gesto carico di speranza.

    La Tredicesima Stazione della Via Crucis ci ricorda la Deposizione dalla Croce del Corpo di Gesù… quelle due famiglia, questa sera, accolgono tra le braccia quel Corpo senza vita, apparentemente sconfitto, messo in un sepolcro… nessuno ne avrebbe più parlato! Eppure ne parliamo ancora oggi, eppure quell’uomo messo sulla croce “parla” oggi all’uomo, anche attraverso quelle due famiglie, dilaniate dalla guerra, ma con una testimonianza e un gesto forte, il solo che può aprire un varco di speranza e di pace. I servizi segreti metteranno a tacere tante cose…ma di quelle due famiglie parlerà per sempre la Storia.

    Dep

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