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venerdì, Ottobre 22, 2021
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    Osservatorio 17/09 – Lui è qui

    Il dibattito che accompagnerà l’ormai certo referendum per introdurre la legge sull’eutanasia nel nostro Paese, che prenderà il posto dell’attuale schizofrenico dibattito sui green pass o i novax, sicuramente alzerà il tono delle polemiche e di scontri accesi. Noi siamo convinti che per queste tematiche etiche occorrano soprattutto delle testimonianze, vere, concrete, in questo caso, ad esempio, per annunciare che si può “vivere” una vita in tutti i modi.

    Ebbene, per quanto riguarda l’eutanasia, ci sembra venga a proposito la recente intervista che la moglie di Michael Schumacher, ormai immobilizzato a letto da otto anni, dopo il trauma cranico in seguito ad una caduta con gli sci, ha recentemente rilasciato ad una rete televisiva privata. L’attuale situazione di Schumacher dalla gran parte della gente, anche chi va a messa tutte le domeniche, verrebbe definita “vegetale”… termine supportato naturalmente dai fautori dell’eutanasia, sapendo di ingannare la gente, perché “vegetale” non è un termine clinico e poi… cosa vuol dire veramente? Anche una pianta è vegetale, ma la si innaffia ogni giorno perché possa essere sempre segno di vita. Al posto di “vegetale” Corinna Schumacher ha detto “Lui è qui, anche se in modo diverso”.

    Ecco la differenza tra uno sbrigativo “vegetale” e una consapevolezza vera di vita. Così prosegue Corinna: “Penso che mentalmente sia molto forte, ogni giorno mi dimostra quanto è forte: “Stiamo insieme, viviamo insieme… cerchiamo di portare avanti una famiglia come piaceva a Michael”. Corinna fa anche un riferimento alla sua fede, naturalmente: “Non ho mai incolpato Dio per quello che è successo…” e ancora: “Michael mi manca ogni giorno… manca ai figli alla famiglia, a suo padre… a tutti manca Michael, ma lui è qui. Diverso ma è qui e questo ci dà forza”. Qualcuno potrà dire… “facile parlare di Schumacher, con tutti i suoi soldi si è costruito un ospedale in casa, viene seguito ogni istante da equipe mediche…” ma sappiamo che anche questa può essere una scusa, perché lo stesso ragionamento può essere fatto al contrario: “con i suoi soldi può programmare una dolce morte in una delle migliori cliniche svizzere”.

    Proprio per questo la testimonianza di vita di Schumacher e della sua famiglia ha ancora maggiore significato: avrebbe potuto scegliere una “dolce morte” capita e condivisa da tutti… ha scelto, con la sua famiglia, la vita… che certamente lascia almeno un interrogativo e soprattutto una profonda commozione in tutti noi.

    Dep

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