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lunedì, Agosto 8, 2022
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    Osservatorio 18-3 / Bunker… di vita

    Le numerose “immagini di guerra” che ogni giorno ci vengono consegnate dai luoghi del conflitto, in realtà spesso vanno al di là della drammatica situazione di oggi, per portarci riflessioni e “doni” che il più delle volte sarebbero sfuggiti alle nostre attenzioni. Due esempi… l’Eucaristia che dalla Cattedrale di Kiev viene portata, con auto scortata dalla polizia, in un bunker della città. Seguendo il filmato sui social, con l’immagine di questa “processione incarnata” di oggi che silenziosamente passa tra le strade deserte, le strade di Kiev, ma che potrebbero essere le strade di qualsiasi città, le strade che percorriamo ogni giorno, le “nostre strade” cariche di silenzio, di smarrimento, di paura, che in realtà diventano la più significativa immagine del “passaggio” del Signore nella nostra quotidianità, con i suoi silenzi, le sue speranze, le sue preoccupazioni.

    Una presenza, quella Eucaristica, che dona speranza a quella povera gente, ma che, con una sincera riflessione, passa anche oggi sulle strade della nostra quotidianità, dei nostri cammini frettolosi, delle nostre incapacità a vede chi cammina con noi, i nostri silenzi e i nostri frastuoni… quante chiese incrociamo nei nostri cammini quotidiani, con la presenza di Gesù Eucaristico, ma la nostra fretta il più delle volte ci porta ad andare oltre quella chiesa, quel povero, quella persona che soffre. Gesù Eucaristia è passato tra il deserto delle strade di Kiev, portando un segno e una immagine di speranza… quella che ogni giorno dovrebbe portare nei purtroppo numerosi “deserti” dei nostri cuori.

    L’ altra immagine quella di alcuni bambini che sono venuti alla luce proprio nei bunker, in quei luoghi chiusi, “sigillati” al mondo, blindati di fronte ai segni della violenza e alle paure dell’umanità. Ebbene, quelle vite sbocciate hanno saputo scardinare porte blindate, cuori pieni di paura, smarrimenti… il “dono” della vita è sbocciato là dove l’uomo vuole annientare la vita… là dove sembrano cadere tutte le speranze ha fatto irruzione la più grande speranza, quella della vita.

    Anche qui un monito, una provocazione… quando l’uomo si chiude nel bunker del proprio egoismo di fronte alla vita, con leggi e culture che vanno contro questo dono, ecco che la vita si prende la sua rivincita, riuscendo anche ad aprire le porte di un bunker, non con una bomba, ma con un miracolo… il miracolo di un bimbo che nasce. Anche i bunker, quindi, possono diventare segno di speranza, non solo per “fuggire alla morte”, non solo per difendersi dalle bombe, ma per accogliere una vita… le persone in quei bunker hanno accolto la “vita” dell’Eucarestia… segno di salvezza. Hanno accolto la “vita” umana, segno di speranza e di futuro…paradossalmente anche quei bunker, grazie a questi stupendi “miracoli”, possono diventare segni di vita… da portare poi anche oltre tutte le guerre!

    Dep

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