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    Osservatorio 20-11 / Le lacune di un Paese

    Ci sono, lo sappiamo, diverse facce del Covid. C’è anzitutto quella dei malati, coloro che soffrono, che vivono un’esperienza inimmaginabile, come dicono coloro che ne sono stati colpiti.

    Poi c’è quella dei medici, infermieri, tutto il personale sanitario, chiamato a scelte e dedizioni che vanno oltre i calcoli, ma che si esplicano solo nel senso del dovere. Una vera e propria testimonianza la loro, che dovremmo trasmettere alle future generazioni

    Infine c’è quella del mondo politico e qui, purtroppo, siamo costretti a evidenziare numerose carenze, che vanno da quelle strutturali a quelle organizzative. Stiamo parlando da settimane ormai, tanto per fare un esempio, della grottesca e, se non fosse per la gravità del caso, anche comica situazione in Calabria. Ma è un aspetto che spazia su tutte le regioni d’Italia, e che è certamente bi-partisan.

    Quando si tratta di prendere una decisione, prevale sempre l’aspetto politico prima di quello reale e soprattutto della prima finalità, che è quella dell’essere sempre pronti a fronteggiare responsabilmente l’attuale situazione pandemica

    Purtroppo, anche in questo caso, emerge una triste realtà per il nostro Paese, che è quella della confusione e della incapacità di dotarsi di valide strutture per i diversi settori della vita pubblica e sappiamo che questa realtà non riguarda solo l’emergenza covid.

    Mattarella (25 aprile)
    Mattarella (festa della Liberazione, 25 aprile 2020)

    Bene ha fatto, il Presidente Mattarella, nei giorni scorsi a parlare di «unità», mai come in questa situazione il nostro Paese deve dimostrarsi unito, ciascuno facendo la sua parte, per dare ai cittadini un segno di speranza e di fiducia

    E’ logico che questo discorso non si può fare solo quando accade un’emergenza, ma deve portare strutturalmente a un nuovo stile di vita, a un modo nuovo di fare politica e soprattutto a progettare strutture (non solo sanitarie) che possano garantire il buon funzionamento dello Stato, in tutti i suoi aspetti.

    Si fa presto a dire, ad esempio, “scuola a distanza”, ma quando poi il povero insegnante o il povero alunno non riescono a collegarsi a causa di una rete internet da Terzo Mondo, la “scuola a distanza” assume di più i connotati di uno slogan che di un concreto modo di fare scuola

    E così si potrebbero elencare numerosi casi che, a causa della loro deficienza strutturale, non aiutano certo a fronteggiare l’attuale crisi con sicurezza. L’impressione è che, il più delle volte, si propongono “slogan” più che autentici percorsi per un Paese “al passo coi tempi”, quando con questa espressione non ci si riferisce all’organizzazione di un’Expo o di un’Olimpiade, ma alla vita di tutti i giorni…perché tutti i giorni potrebbe capitare di andare a pronto soccorso….ma ore e ore al Pronto Soccorso ad aspettare non è certo colpa del Covid, accadeva anche prima del Covid.

    Dep

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