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    Osservatorio 20-5 / Stato di crisi

    Sembra che la parola più gettonata di questi tempi sia “crisi”… al di là di quella ormai perenne che è quella economica, si parla sempre più di “crisi delle nascite”, “crisi della famiglia”, “crisi delle vocazioni”, “crisi educativa”… Una parola “crisi” che non si riferisce semplicemente ai grandi conflitti internazionali, o ai grandi sistemi economici, ma, considerando i diversi ambiti di questa crisi la possiamo riferire alla stessa architrave del mondo e della società di oggi.

    La parola “crisi” ha abbondantemente sovrastato quella dei “valori”, ma ciò che più lascia perplessi è che sembra che tutti “stanno a guardare” non indicando invece, da parte di sociologi, educatori, politici, pensatori, mondo culturale, camini, o meglio ancora inversioni di rotta per cercare di andare oltre queste “crisi”. Sembra che i sociologi di oggi si limitino a “fotografare” la crisi, ma senza indicare qualche “mea culpa” del passato o qualche nuova direzione per il futuro. Allora ci dobbiamo rassegnare allo stato di crisi? Una crisi, in realtà, la si risolve se la si riconosce… sembra che oggi il mondo sia più propenso ad accettarla come dato di fatto, senza cercare percorsi nuovi. E’ inevitabile che sia così, perché se questa grande crisi valoriale e culturale è il frutto di scelte valoriali discutibili, da ideologie, da un appiattimento su “modi di pensare” almeno superficiali, è logico che tutta questa grande realtà sociologica e culturale non sia capace, ormai, di indicare percorsi nuovi, essendo ripiegata su se stessa. ripiegata su sé stessa.

    Lo stesso valore dell’ecologia, sul quale molti pensatori oggi si ritrovano, non è capace, ad esempio, di amalgamare un pensiero comune (non unico…) sul valore della vita, di quella che Papa Francesco chiama “ecologia umana”. Così ci si tranquillizza in coscienza perché non si abbattono alberi, ma poi si fa finta di niente per la legalizzazione dell’aborto o la carenza educativa dei giovani. Non vogliamo assumere il ruolo delle “Cassandre” di turno, ma dobbiamo ammettere che oggi siamo in crisi su tutto: le diverse crisi per ambiti non sono altro che l’espressione di una crisi di base che fa riferimento ai fondamenti etici e valoriali su cui è poggiata l’umanità e la società del nostro tempo. Ci si straccia le vesti per i ghiacciai che si sciolgono, ma si fa finta di niente per teppismi dei ragazzi o anziani abbandonati o famiglie disgregate… è più facile prendere una nave e andare a salvare i ghiacciai che salvare l’uomo, con tutti i suoi valori e le sue ricchezze come persona.

    Dep

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