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sabato, Febbraio 27, 2021
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    Osservatorio 22-01 / Mondi diversi…

    Grande dispiegamento di forze, l’altra sera, da parte delle reti televisive, soprattutto la Rai naturalmente, per seguire in diretta la seduta al Senato per il voto di fiducia all’attuale governo. Telecamere posizionate dentro e fuori dal Senato, nei corridori, sulla strada, davanti alle vie di fuga… in modo da non perdere nemmeno un attimo di quello che stava accadendo. Si dirà, giustamente, si stava consumando un momento decisivo per il futuro del Governo. Tutto giusto dal punto di vista giornalistico.

    Nessun direttore di rete, però, secondo noi, ha avuto il coraggio di fare una scelta inusuale, ma almeno innovativa, se non provocatoria, quella di posizionare una telecamera all’interno di un campione di famiglie italiane, in diretta, nello stesso momento e, con gli strumenti che offre oggi la tecnologia, comparare i discorsi che si celebravano nell’Aula del Senato e quelli che si consumavano all’interno delle nostre famiglie

    Laddove, in Senato, si parlava di Recovery Plan, ad esempio, nelle famiglie si facevano i conti per un paio di scarpe da comprare per i propri figli. Laddove, in Senato di parlava di “responsabili”, nelle famiglie si parlava magari dell’impossibilità di aprire un normale negozio o di prendere il pullman per andare a scuola. Laddove, in Senato, si contavano i numeri del pro o contro, nelle famiglie si parlava di “conti” veri per arrivare a fine mese.

    OSS Osservatorio 22-01 conti e denaro

    Due “mondi” diversi! Il mondo della politica, ripiegato sui propri calcoli, sugli stratagemmi di sopravvivenza, sulla “invenzioni” per stare a galla, fatto di slogan più che di parole vere…il mondo reale, quello di tutti i giorni chiamato non alla sopravvivenza di uno scranno parlamentare, ma alla sopravvivenza di una attività, di un progetto, della possibilità di andare a scuola o di affrontare un momento di sofferenza e di prova

    Francamente tutta la vicenda di questa crisi virtuale del Governo ha ricalcato la sensazione della incomprensibilità e soprattutto ha mostrato una realtà che “fuori dal tempo”, il tempo vero della politica, che non è quello vissuto tra le segreterie dei partiti o nel chiuso di una stanza a barattare un voto, ma quello dell’ascolto, delle decisioni importanti e responsabili, delle competenze, della capacità di leggere e condividere i problemi “veri” della politica, che sono quelli della “polis”, vale a dire della vita di tutti i giorni.

    Forse, l’altra sera i signori Senatori avrebbero fatto meglio a fermare una persona qualsiasi per strada e portarlo in Aula a raccontare, nel rispetto della correttezza, la sua testimonianza di vita… che si chiama futuro per i giovani, sicurezza per chi lavora, responsabilità per chi decide… avrebbero votato tutti la “fiducia” per quella persona, non in quell’ Aula, ma nella vita di tutti i giorni.

    Dep

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