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lunedì, Agosto 8, 2022
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    Osservatorio 22-7 / Con le mani in mano

    Immaginiamo cosa può pensare un cittadino qualsiasi quando ha davanti una bolletta da pagare o quando non riesce racimolare i soldi per l’affitto e nello stesso tempo la televisione continua a parlare di “cancellerie internazionali”, di Pnrr, di rating o di spread…

    E’ accaduto in questi giorni con la crisi del governo Draghi (al momento di andare in macchina col giornale non sappiamo ancora come è andata a finire) e forse proprio questa “immagine” ci fa capire tante cose della crisi politica nel nostro Paese e, probabilmente, in tutto il mondo. Sono linguaggi diversi, quello della politica e quello del quotidiano vissuto dalla gente.
    Ammettendo pure che proprio patendo dalle grandi logiche economiche e finanziarie si potrà arrivare anche a trovare percorsi capaci di aiutare la gente comune, bisognerà però che qualcuno si prenda la briga di spiegare ai cittadini tutte queste logiche e i diversi percorsi che, ad esempio, possono partire dal Pnrr e arrivare alla bolletta di casa.

    Poi fanno un po’ sorridere (solo come spirito di osservazione non certo di giudizio) alcune diverse espressioni e anche contraddizioni, come quella “sbandierata” da tutti i partiti proprio sulle “cancellerie internazionali”, che avrebbero chiesto a Draghi di restare al governo “per il bene comune” e la stessa frase del Primo Ministro l’altro giorno al Senato, introducendo il suo intervento dicendo “Sono qui solo perché gli italiani me l’hanno chiesto”… forse non sono vere ne questa espressione ne quella delle “cancellerie internazionali”.

    Gli italiani (nessun giudizio sulla persona…) in realtà non hanno mai chiesto a Draghi di fare il presidente del consiglio… in quanto Draghi non era nemmeno candidato, quindi non hanno potuto votarlo. Sappiamo benissimo che la nostra non è una Repubblica Presidenziale, ma parlamentare, ma proprio per non correre il rischio di continuare ad “ingannarci” con i “discorsi diversi” occorre ritrovare un linguaggio comune e soprattutto “vero” tra la politica e la gente.

    Draghi ha fatto bene rivolgersi agli italiani, ma non partendo da quella frase, avremmo preferito che si fosse rivolto agli italiani, come si diceva una volta, “con le mani in mano” (o forse anche con una bolletta in mano) e parlare davvero direttamente con loro, sottolineando il momento difficile, ma avendo anche il coraggio di non parlare solo di economia, ma anche di povertà valoriale, di crisi culturale, di confusione di idee e indicare davvero quali fossero le scelte per il bene comune che avrebbe voluto portare avanti,…con gli italiani, non con le cancellerie internazionali.

    Naturalmente oggi parliamo di Draghi, ma sappiamo che dovrebbe essere tutto il mondo politico a parlare “con le mani in mano”!

    Dep

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