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venerdì, Ottobre 22, 2021
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    Osservatorio 24-9 / Fede annacquata

    Spesso, purtroppo, Papa Francesco, viene “accusato” di dire o non dire alcune cose, soprattutto inerenti alla vita della Chiesa o alle diverse mentalità e culture del nostro tempo. Secondo noi, lo stesso Pontefice ha risposto, indirettamente, ma non troppo, durante l’udienza generale di mercoledì scorso, quando ha sintetizzato alcuni pensieri del suo recente viaggio a Budapest e in Slovacchia, che ha definito come un “pellegrinaggio alle radici”, quando ha “denunciato” che in Europa oggi, la “presenza di Dio viene annacquata”.

    Il Papa è ben andato oltre le singole sottolineature che stanno da una parte o dall’altra, ma, come coraggiosamente e chiaramente spesso sa fare, è andato al centro della vera denuncia. Non si tratta, infatti, di essere tradizionalisti o innovatori, di essere di destra o di sinistra, ma si tratta di guardare e denunciare il vero problema: “nel consumismo e nei valori di un pensiero unico, frutto del miscuglio di vecchie e nuove ideologie”.

    “Durante questo viaggio nel cuore dell’Europa – ha detto Francesco – ho pensato spesso ai padri dell’Unione Europea: a come l’hanno sognata, non come un’agenzia per distribuire le colonizzazioni ideologiche alla moda”. Facilmente, ma anche con un po’ di tremore dobbiamo riconoscere che queste sono parole forti, parole verità, che vanno ben oltre le polemiche sui crocifissi o cose di questo genere. Il Papa è andato dritto alla cultura, alla dimensione sociale e antropologica , alle idee che spesso si fabbricano ad hoc e poi si fanno circolare per finalità politiche od economiche.

    L’atteggiamento con cui dobbiamo riprendere le parole e il monito di Papa Francesco non è quello di pensare che erano state dirette solo ai “luoghi” dove si trovava, ma indirizzate a tutta l’Europa e anche all’Europa di casa nostra, interrogandoci su come oggi i veri valori delle “radici” europee sia o meno recepito dai governi e dalle diverse realtà sociali e culturali. Ma la cosa più importante è riconoscere che quella parola “annacquata” è rivolta a ciascuno di noi, ripensando alla nostra fede, a come la viviamo e soprattutto come la testimoniamo.

    Viviamo una Fede “annacquata”, ammettiamolo!

    Ci piace condividere, infine, l’ultimo aneddoto rivelato dal Papa, dopo il suo viaggio: “Un vescovo slovacco mi ha detto: ho fatto il conduttore di tram, per nascondermi dalla persecuzione. Non c’è preghiera senza memoria: fare memoria, questo va bene, mi aiuta a pregare”.

    Dep

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