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    Osservatorio 27-5 / Salvate il soldato Vadim

    “Salvate il soldato Ryan”, era il titolo di un bellissimo film che riportava una toccante storia umana in un ambiente di guerra, in particolare quello dello sbarco in Normandia nel 1944. Leggendo le “storie umane” di questa guerra in Ucraina, proprio in questi giorni, ci viene l’esortazione “salvate il soldato Vadim”, il soldato russo, di soli 21 anni, condannato all’ergastolo dal tribunale militare ucraino per aver ucciso un sessantenne disarmato. Chi ha visto le immagini di questo giovane soldato russo, ha letto nel suo volto e nei suoi occhi tutta la drammaticità di una guerra.

    Sembrava lui la vittima… un giovane aperto alla vita, improvvisamente stroncata da una “stupida” legge militare. Al di là, naturalmente, della giustizia terrena, vogliamo cogliere in quel volto proprio tutta l’ipocrisia e la crudeltà della guerra e, in particolare di questa guerra. Prima ancora che assassino, il soldato Vadim è stato vittima, vittima di tutte le leggi del mondo di oggi, vittima di interessi umani che sovrastano qualsiasi valore, vittima anche di “pazzi” che oggi “giocano alla guerra”. Nel volto del soldato Vadim leggiamo tutta la sua fragilità, tutta la sua incomprensione, anche la sua paura. Ha chiesto perdono alla vedova della vittima, ha chiesto perdono all’umanità.

    Ma proprio in quel volto noi oggi leggiamo l’impotenza dell’umanità intera, l’incomprensione per questi eventi di guerra, leggiamo i volti di tanti giovani “spaesati”, che in questi giorni, invece di progettare il proprio futuro, invece di prepararsi a formare una famiglia o a scegliere una professione, sono costretti a “giocare alla guerra”, quando il “gioco”, purtroppo non è per finta, ma coinvolge crudelmente ogni persona.

    “Salvate il soldato Vadim”… ma in realtà dovremmo dire “salvate l’umanità intera”, perché si ribelli a queste “stupidità” dettate dalla logica della guerra. Il giovane Vadim non ha avuto il coraggio di disobbedire agli ordini militari, certo che poi sarebbe stato ucciso… ci sarebbe da dibattere a lungo sulla disobbedienza militare e la disobbedienza alla propria coscienza… ha chiesto perdono, perché egli stesso si è sentito colpevole e vittima nello stesso tempo. La stupida e ipocrita legge militare ha la coscienza a posto, perché ha condannato un soldato, ma se tutti i protagonisti della guerra, su tutti i fronti, ascoltassero la propria coscienza, sanno che forse salvando il soldato Vadim… salverebbero forse anche la sua vittima, riconoscendo i crimini dell’intera umanità.

    Dep

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