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domenica, Maggio 22, 2022
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    Osservatorio 3-12 / Tre volte Natale

    La tentazione è quella di parafrasare le parole della bellissima canzone di Lucio Dalla, “sarà Natale tre volte l’anno” come risposta ironica al “dettato” della Commissione Europea sulle scelte dei nomi per indicare festività e generi… stando sul “politicamente corretto” e quindi invitando a non usare nemmeno più la parola “Natale”. Ma forse non vale la pena, crediamo che tutte le persone con buon senso, di qualsiasi fede e cultura, capisca l’assurdità di tale richiesta.

    Nello stesso tempo, però, ringraziamo la Commissione Europea, perché ci ha messo su un piatto d’argento la vera riflessione che oggi si può e si deve fare sul Natale, proprio perché sappiamo che il Natale non è semplicemente una “festività” o una “tradizione”, ma il Natale è un “evento”, capace di farci leggere la storia e le cose che accadono nella nostra vita di tutti i giorni.

    Certamente il grande Dalla pensando ai tempi nuovi di un Natale vissuto più volte probabilmente si riferiva a tutta la dimensione poetica e sentimentale di questa festa, invitando nello stesso tempo a ricercare più volte il Natale, proprio per “viverlo” non solo un giorno dell’anno, ma in più momenti.
    Non è solo questo, lo sappiamo, ma proprio per questo sbaglia anche la Commissione Europea quando invita a vivere il Natale semplicemente come “festività”. Il Natale “accade” ogni giorno della nostra vita, perché ogni giorno Gesù nasce in mezzo a noi.

    La Consacrazione

    Anni fa si cercava di costruire i presepi collocandoli nella realtà concreta della nostra esistenza… ora si è tornati di più all’immagine tradizionale di Betlemme… e proprio anche nel modo nuovo di fare il presepe si poteva cogliere la realtà del Natale, il suo vero messaggio. Ad esempio c’era chi collocava la Capanna sulle pagine dei giornali, significando che Gesù nasce nella cronaca di tutti i giorni, con le sue povertà e le sue speranze, con i suoi doni e i suoi drammi.

    Allora quel “Natale tre volte l’anno” ci invita proprio a incarnarlo nella quotidianità. Certo se oggi dovessimo collocare la Capanna su una pagina di giornale, dovremmo ammettere che Gesù nasce in una notizia di un sedicenne che compie una rapina e accoltella un carabiniere oppure che Gesù nasce in un mare ormai diventato cimitero..o ancora in una famiglia senza più speranze o che lotta ogni giorno per sopravvivere…

    Ma allora, viene il dubbio… non è che la decisione della Commissione Europea possa servire non a cancellare il Natale… ma al contrario valorizzarlo nel suo vero significato?
    Il dubbio lascia subito spazio alla realtà… impossibile, perché sarebbe il frutto di un ragionamento troppo intelligente… non facciamoli diventare più di quello che sono!

    Dep

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