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lunedì, Agosto 8, 2022
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    Osservatorio 3-6 / Questa nostra, nostra Italia

    Questo numero dell’Araldo esce in coincidenza con la Festa della Repubblica. In una stagione storica di grandi sconvolgimenti, di guerre, di crisi della stessa politica fa bene pensare un po’ al concetto di Patria e di Bandiera. Certamente non per campanilismi o per tracciare confini ancora più rimarcati, anzi, per ritrovare il senso di una identità che vuol dire valori, che vuol dire cultura, che vuol dire storia. Un’identità che non porta a steccati o fili spinati, ma che vuole essere segno di ricchezza valoriale capace di crescere proprio nel confronto e nella relazione con altre culture e altre identità.

    Fatta questa premessa fondamentale, coccoliamoci un po’, allora questa nostra Italia, terra di “poeti e navigatori”, ma fatta anche di numerose “quotidianità” che delineano sentimenti, intelligenze e passioni della sua gente. Non bastano certo queste “trenta righe” dell’editoriale per raccontare le bellezze del nostro Paese, sia dal punto di vista valoriale che come scrigno di opere d’arte e paesaggi inimitabili. Coccoliamocela questa nostra Italia, anche con spirito critico, forse anche un po’ ironico. Tutti conoscono le nostre “debolezze”, ma tutti sanno anche le nostre virtù, spesso fatte di emozioni e di spontaneità, che sono il modo migliore per esprimere sentimenti e modo di vivere. Noi italiani saltiamo le code, ma siamo pronti a fare notti intere in coda per render omaggio a chi ci ha lasciato o chi ha bisogno di un nostro aiuto. Noi italiani non osserviamo bene tutte le regole, ma abbiamo un cuore dilatato che racchiude in sé regole e trasgressioni nello stesso tempo.

    Noi italiani, sfottiamo per il calcio, ma siamo pronti ad alzarci in piedi ad applaudire un avversario che magari è provato da una vicenda famigliare o da una malattia. Noi italiani siamo fatti così, un po’ “sconfusionati”, un po’ imprevedibili, un po’ superficiali, ma soprattutto “veri” nei nostri sentimenti e nelle nostre emozioni. In questo nostro essere italiani, allora, celebriamo nei modi dovuti la Festa della Repubblica, magari studiando anche un po’di Costituzione (una delle più belle del mondo) e lasciandoci appassionare anche dalla politica, quella vera, non quella degli slogan o delle ideologie. Vogliamo fare nostra la famosa frase di Massimo d’Azeglio “abbiamo fatto l’Italia, facciamo gli italiani”, con la nemmeno troppo celata presunzione che gli italiani ci sono, con le loro storie e le loro tradizioni, i loro valori e la loro fede. Coccoliamocela un po’ questa nostra Italia…!

    Dep

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