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venerdì, Ottobre 22, 2021
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    Osservatorio 8-10 / Facciamo l’Italia…

    Sembra sia proprio l’anno dell’Italia… dopo i successi sportivi (ultimo quello della Parigi-Roubaix di domenica scorsa) anche il prestigioso Nobel per la Fisica ad uno scienziato italiano. C’è da essere certamente orgogliosi, tutti questi successi portano indubbiamente un collante nazionale, al di là di differenziazioni politiche, culturali ed ideologiche. Dovremmo bearci di tutti questi successi, che di solito si possono leggere come iceberg di una realtà che sta sotto, fatta ad esempio (nel caso dello sport) di piste di atletiche, di palazzetti dello sport, di educazione e attrezzature sportive all’avanguardia.

    In realtà, poi sappiamo che non è così e questo non solo per lo quanto riguarda lo sport. Certamente sono eccellenze da lodare, realtà che più che su strutture si basano su sacrifici immani da parte dei protagonisti, da forze di volontà, da rinunce e via di questo passo. Vogliamo ringraziare queste “eccellenze” in quanto portano nel mondo una bella cartolina del nostro Paese. Sappiamo, però, che oggi non ci sono più solo le cartoline, ma c’è Whattsapp, ci sono le televisioni, i filmati di ogni genere e, pensando ad esempio ad un qualsiasi cittadino “svedese” che vede questi successi da una parte e poi guarda le corrispondenze dei TG dall’Italia e vede un ponte che crolla, un altro che prende fuoco, vede disastri ambientali di ogni genere, e ogni volta che piove fiumi che straripano o frane che cancellano intere borgate, collegamenti che non funzionano, allora (sempre il cittadino svedese..) gli viene qualche dubbio e si porrà delle domande:

    sono cartoline artificiali i “successi” degli italiani oppure le immagini dei ponti che crollano?

    A questo punto, forse, diventa quanto mai attuale la famosa frase di Massimo d’Azeglio (“Abbiamo fatto l’Italia, facciamo gli italiani”) parafrasandola con “Abbiamo fatto gli italiani, facciamo l’Italia”! Si, perché gli italiani ci sono, orgogliosi delle proprie origini, delle proprie capacità e dei propri sacrifici (ci piace in tal senso ricordare l’altra famosa frase di Fabrizio Quattrocchi fucilato in Iraq: “Vi faccio vedere come muore un italiano”…), ma forse non hanno una Patria alla loro altezza, soprattutto in riferimento alle strutture, ai servizi, agli ideali, ai valori e alla consapevolezza delle proprie radici. Molti posti di lavoro, ad esempio, si perdono per queste carenze, molta fiducia da parte di investitori stranieri. Un discorso lungo, per fortuna abbiamo “italiani” capaci di portare l’immagine del nostro Paese nel mondo, anche un po’ nascondendo le sue contraddizioni e le sue lacune…allora “facciamola” questa Italia… italiani capaci ci sono!

    Dep

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