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lunedì, Agosto 8, 2022
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    Osservatorio 8-4 / Ecce Homo

    Mai avremmo pensato di rivedere immagini “raccontate” dai nostri padri che hanno fatto la seconda guerra mondiale e portate alla ribalta dal famoso libro di Primo Levi “Se questo è un uomo”. Sembra che tutto quello che è accaduto ottant’anni fa non sia servito a niente, anzi sembra non sia cambiato nulla nella storia dell’umanità e nel sentire della gente. Le drammatiche e crude immagini che arrivano da Kiev “inchiodano” tutte le nostre ipocrisie, le nostre illusioni, le nostre parole vuote.

    Siamo “primitivi”… tutta quella sbandierata cultura fatta di tecnologia, di mail o di Whatsapp… non è servita a niente! Anzi! Le crude immagini di Kiev ci hanno sbattuto in faccia la cruda realtà. Se il cammino culturale del mondo e dell’umanità, che i “sapienti” ci dicono abbia fatto passi da gigante nell’ultimo secolo, porta a questi risultati, dobbiamo domandarci su quali valori sia stato fondato e avvalorato questo cammino. E non illudiamoci che quelle immagini da Kiev siano episodi “isolati”, anzi, forse è stata proprio questa guerra a farci aprire gli occhi, perché quelle immagini ogni giorno, per tutti i giorni, le possiamo trovare in tutte le parti del mondo, in quelle zone o in quelle popolazioni che non hanno la “fortuna” di appartenere ad una guerra mediatica come quella tra Russia e Ucraina.

    Quante guerre nel mondo…quanti corpi straziati, quanti “uomini” senza una dignità. Quando si parla del valore e del dono della vita, qualcuno, oggi si mette a sorridere, salvo poi farsi vedere in piazza con qualche bandiera “di moda”. Ma si dirà…a differenza di ottanta anni fa, oggi ci sono gli organismi internazionali, ci sono le diverse istituzioni di pace…come l’ONU, la Comunità Europea…l’Unesco…improvvisamente rivelatisi impotenti, “smascherati” nei loro perbenismi, con i loro membri “costretti” a stare con le “mani in mano”, piene di lauti stipendi. Potrebbe subentrare la rassegnazione e ammettere che l’uomo è questo, quello delle immagini di Kiev, quello di Primo Levi.

    Proprio in questi giorni, però, inizia una “Settimana” che è chiamata di Passione e che porta alla Pasqua, a quella Risurrezione che non la possiamo sbrigativamente classificare come “fede” o “devozione”. Quella “Risurrezione” che non scaturisce da una filosofia e tantomeno da ideologia. Scaturisce dalla storia, da un evento, da un “Dio che si fa uomo” per “salvare l’uomo”… quell’uomo sulla Croce non ci dice “se questo è l’uomo”… ma questo “è l’uomo”!

    Dep

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