Diocesi / “Un cuore che arde”, il programma pastorale 2022-2023

L’incontro, l’ascolto, il dialogo, sono gli ingredienti principali che hanno contraddistinto la bella esperienza vissuta lo scorso anno pastorale 2021-2022. Anche la nostra diocesi ha seguito l’invito di papa Francesco a riflettere su un tema decisivo per la vita e la missione della chiesa universale:

il “cammino di sinodalità” che Dio si aspetta da tutti noi, uniti dalla corresponsabilità, cioè la sollecitudine e la volontà di “rispondere insieme” ai bisogni delle persone e delle comunità.

A seguito della consultazione del popolo di Dio avvenuta lo scorso anno (cioè il primo anno del sinodo – la fase narrativa: “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione”), la Cei, nell’ultima riunione del Consiglio Permanente il 5 luglio 2022, ha deciso di pubblicare un documento sulle prospettive per il secondo anno del Cammino sinodale. Questo documento è stato consegnato alle chiese italiane in modo da impostare il cammino del prossimo anno. Quindi, in questo anno pastorale 2022-2023, siamo tutti interessati e motivati a continuare la bella esperienza del cammino sinodale. Certo non è facile “camminare insieme” se ci lasciamo condizionare dall’individualismo e dalla autoreferenzialità, dovuti spesso a una certa sofferenza nel nostro vissuto. Siamo quasi schiacciati da questi tempi di paura, di incertezza e smarrimento che ci inducono alla perdita di speranza e quindi alla non partecipazione.

Ma papa Francesco ci dice:

per un cristiano la speranza è come l’aria che respira. La speranza è come buttare l’ancora all’altra riva

ecco, il Sinodo ci offre ora l’opportunità di buttare l’ancora all’altra riva, cioè di giungere «a una nuova primavera in termini di ascolto, discernimento, dialogo e decisioni, in modo che tutti i membri del Popolo di Dio possano meglio camminare insieme, tra di loro e con l’intera famiglia umana, sotto la guida dello Spirito Santo» (vademecum cap.3), solo così saremo fari di speranza e non profeti di sventura.

Foto SIR / Marco Calvarese

Il documento della Cei “I cantieri di Betania” prevede tre cantieri di lavoro, più la possibilità di introdurre un quarto cantiere che sia in continuità con le esigenze emerse nel cammino snodale dello scorso anno valorizzando le situazioni legate al cammino particolare delle varie diocesi italiane. Quindi, a seguito delle indicazioni Cei,

al nostro Vescovo è sembrato utile, per il cammino pastorale diocesano 2022-2023, cercare di attuare l’approccio sinodale rivolgendo l’attenzione sul nostro Programma Pastorale Diocesano “Un Cuore che Arde” sulla Liturgia, valorizzando così, in modo più forte, lo stile sinodale che esprime questo documento.

Diocesi Vigevano - programma pastorale

L’Equipe diocesana, che ha guidato la fase di ascolto dello scorso anno, opportunamente ingrandita (ora siamo in nove incluso i due referenti don Mario e Annamaria), svolgerà ancora la funzione di collegamento tra la diocesi e le parrocchie per questo anno 2022-2023. Attraverso una rete di circa 40 coordinatori locali sparsi per le varie comunità, avrà in compito di preparare, formare, supportare e guidare i coordinatori e così facilitare il processo sinodale di incontri nelle varie parrocchie o Unità Parrocchiali. Il lavoro che si sta facendo è tantissimo e per la nostra diocesi è veramente una grossa novità: trovarsi a parlare di noi, della nostra fede con riferimento al Programma Pastorale che ci invita a riflettere sulla Liturgia: il luogo privilegiato dell’incontro dei cristiani con Dio e con colui che Egli ha inviato, Gesù Cristo. Per preparare gli incontri e coordinare le attività, occorre innanzitutto che ogni pastore, responsabile della sua comunità, creda in questo cammino sinodale e di conseguenza si impegni nel coinvolgimento dei fedeli vicini e lontani, in forza del Battesimo che abbiamo ricevuto e che abilita tutti alla Liturgia. Il futuro della Chiesa è nelle mani dei battezzati perché tutti noi battezzati siamo la Chiesa.

Lo sappiamo che può essere faticoso caricarsi di nuove attività e impegni, soprattutto se sommato alle tante responsabilità che già ci sono, questa fatica può essere anche gravata dal dubbio o dalla diffidenza «tanto poi non cambia niente», oppure: «come solito non verrà nessuno, se non qualche anziana/o», ma non è così, noi siamo certi che lo Spirito ci guida nella pazienza e nella perseveranza del bene e sappiamo che può trasformare in un attimo la nostra povera vita e la vita delle nostre comunità. Come membro della equipe diocesana posso dire, anche a nome della equipe, che lo Spirito sta lavorando nella nostra Chiesa di Vigevano; ci invita a rinunciare ai nostri punti di vista, a liberare la nostra mente e il nostro cuore dai pregiudizi e dagli stereotipi che ci portano sulla strada sbagliata, ci aiuta a capire meglio verso dove indirizzare i nostri sforzi per non affaticarci invano. Un modo per iniziare ad accogliere l’invito che ci fa lo Spirito Santo è prendere parte agli incontri proposti dalla equipe diocesana sul tema

Un comune cammino esperienziale per riscoprire la bellezza della liturgia

Sappiamo come la partecipazione è uno dei punti cardine e indispensabili di questo sinodo voluto da papa Francesco, essa permette di confrontarci, di esprimere la nostra opinione in libertà, di ascoltare e anche farsi ascoltare dagli altri. Solo così, con una partecipazione attiva, possiamo giungere ad una comunione più profonda e una missione più fruttuosa.

Mons. Maurizio Gervasoni, Vescovo di Vigevano

Prendere parte agli incontri vuol dire mettere Dio al primo posto, ma se siamo solo soddisfatti di credere nell’esistenza di Dio senza dare importanza al confronto e alla formazione personale, se pensiamo di credere in Dio come sostegno spirituale e ogni giorno ci preoccupiamo del nostro lavoro, della nostra casa, del nostro svago, anche dei nostri impegni in parrocchia, pensando che non faccia alcuna differenza dedicare o non dedicare tempo alla nostra formazione, certo rischiamo di professare una fede superficiale che non ci permette di crescere in una comunità, non ci permette di acquisire la consapevolezza che solo insieme si possono affrontare e risolvere molti problemi, superare con più forza le difficoltà e raggiungere mete apparentemente impossibili.

Noi tutti abbiamo ricevuto lo Spirito Santo nel Battesimo e nella Confermazione e siamo così in possesso di molti doni e carismi per il rinnovamento e l’edificazione della Chiesa, tutto questo ci qualifica e ci invita a condividere decisioni pastorali, fondate proprio sulla voce viva di tutti noi. Ora concludo ringraziando tutti i coordinatori che hanno voluto offrire il loro tempo e il loro impegno fondamentale per la riuscita di questo progetto sinodale, ringrazio anche i molti fedeli che hanno creduto in questo cammino sinodale e stanno ancora partecipando alla consultazione di questo anno. Voglio citare questa frase attribuita a un regista e attore cileno/francese:

Il primo passo non ti porta dove vuoi, ti toglie da dove sei

Quindi coraggio! Affrontiamo con Speranza questo primo passo del cammino sinodale, dopo questo passo ne seguiranno altri e altri ancora sempre più belli ed entusiasmanti, così potremo vedere la “meta” sempre più vicina.

Dino Invernizzi

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