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    Elezioni Mortara 2022 / Gerosa e FdI vedono la vittoria, il nuovo Consiglio

    Mortara va al secondo turno, ma gli elettori hanno già emesso un verdetto che chiude un’epoca.

    La Lega non è più il primo partito della città dopo 15 anni di dominio incontrastato e anzi per una manciata di voti non chiude al terzo posto.

    Un risultato che neppure i più grandi detrattori del candidato del Carroccio Luigi Tarantola si attendevano e che ha stupito Ettore Gerosa, ora favorito nella corsa a diventare il prossimo sindaco della Città dell’oca, sostenuto da Fratelli d’Italia e con quasi 16 punti di vantaggio sul rivale (43% contro 27.1%). C’era una volta un partito che prendeva il 34.5% (comunali 2017), il 49.1% (europee 2019) o il 30.3% (politiche 2018), addirittura tre volte più degli avversari, e c’era una volta una città che con questi numeri riusciva a esprimere un assessore regionale (Silvia Piani). Oggi la Lega è dietro FdI, che cinque anni fa si fermava all’1.9%, tre al 6.3% e sei al 5%. Sono 1191 i consensi ottenuti dal partito di Giorgia Meloni, quello di Matteo Salvini si ferma a 998, la civica “Viviamo Mortara” è a 903; alle precedenti comunali i voti assoluti erano stati 116, 2108 (quasi il doppio) e 727, con un’affluenza più alta complice un giorno in più per votare.

    Il candidato di Fratelli d’Italia, Ettore Gerosa

    FEUDO LUMBARD Tutto questo spiega come l’era di Marco Facchinotti potrebbe chiudersi con un vero e proprio crollo. Per due mandati è stato alla guida del municipio, uno con la sola lista della Lega e uno con la civica “Viviamo Mortara”, che in questa tornata elettorale ha rotto la precedente alleanza e ha deciso di sostenere Gerosa arrivando terza col 16.5% dei voti contro il 21.7% di FdI, il 18.2% leghista, l’11.9% del Pd e il 10.1% di Rifondazione comunista. E’ vero che al ballottaggio si ripartirà da zero, ma il messaggio non può che essere chiaro per chi da sei consiliature, con la sola eccezione di Giorgio Spadini tra il 2002 e il 2007, esprime il primo cittadino, a partire da Luigi Ferrari Bardile nel 1994, per proseguire con Roberto Robecchi nel 1998 e nel 2007.

    Il candidato di Lega e Forza Italia, Luigi Tarantola

    ALTO GRADIMENTO Tarantola, che di quella storia ha fatto parte sin dall’inizio ed è stato vice sindaco di Facchinotti, è chiamato a ribaltare la partita essendo consapevole che, al di là dei partiti, Gerosa beneficia anche di un ampio sostegno personale: lo hanno votato in 2577, quindi 337 in più rispetto ai voti di lista, persone che hanno scelto la persona e non il partito, una fiducia di cui hanno beneficiato anche Barbieri (Pd, M5S, “Mortara 4.0”; ne ha presi 130 in più rispetto alle liste che lo sostengono) e Abbà (Rifondazione, +49), col solo Tarantola a essere di poco sotto le liste che lo sostengono (-2).

    LA NUOVA ASSISE Se Gerosa capitalizzerà questo consenso e vincerà conquisterà 10 seggi in consiglio comunale – premio di maggioranza – equamente divisi tra FdI e “Viviamo Mortara”, con Tarantola che si accomoderà all’opposizione insieme ad altri tre consiglieri, in tutto 4 di cui tre in quota Lega e uno di Fi, che nel derby interno al centrodestra esce come il vaso di coccio in mezzo a quelli di ferro. Accanto a loro l’unico consigliere del centrosinistra, Barbieri stesso, che in qualità di candidato perdente occuperà il seggio che spetta al Pd, e Abbà, che rappresenterà Rifondazione. Questi ultimi scranni resteranno al sicuro anche in caso di vittoria di Tarantola, che porterebbe 7 posti alla Lega, sempre 1 a Fi e 1 per la civica “Mortara al centro”, lasciandone 4 a Gerosa,2 a FdI e 2 alla civica. In entrambi gli scenari dovrebbero essere salvi i posti di Marco Facchinotti e Daniela Bio, che oggi sono consiglieri provinciali – il primo con delega alla protezione civile e la seconda addirittura vice presidente – che se non fossero rieletti decadrebbero dal ruolo in Provincia.

    APPARENTAMENTI Potrebbe esserci una situazione diversa se uno dei due sfidanti dovesse concludere un’alleanza con chi non sarà al ballottaggio. Abbà ha già escluso ogni accordo, come prevedibile, Barbieri – col centrosinistra che è l’altro grande sconfitto del voto di domenica scorsa, si pensi che il Pd è praticamente appaiato a Rifondazione e che il M5S arriva dietro praticamente tutti col 4.1% – si riserva di discuterne con la sua squadra: del resto Pd e Lega già governano insieme controvoglia a livello nazionale, mentre Pd e FdI nella stessa amministrazione potrebbero fare di Mortara un laboratorio in vista delle politiche sempre più vicine. Ma è soprattutto fantapolitica.

    Giuseppe Del Signore

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