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venerdì, Marzo 5, 2021
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    Osservatorio 12-02 / L’inverno della vita

    Sono bastate poche parole, quelle di Papa Francesco domenica scorsa all’Angelus, per focalizzare la triste realtà che l’Italia e l’Europa stanno vivendo, quella della crisi della natalità.

    Una crisi ben visibile quando i parroci aprono i registri di battesimo, passando a un numero di nascite pressoché dimezzato nell’arco di un decennio

    “Inverno demografico” lo ha chiamato il Papa, una definizione che sintetizza la realtà più di qualsiasi indagine statistica sulle nascite in Europa negli ultimi anni.

    Con questa definizione, infatti, il Papa è entrato nel cuore della causa vera di questa crisi. Gli psicologi e i sociologi ricamano migliaia di motivazioni su questo fenomeno che si aggrava di anno in anno, passando dalla difficile realtà economica, alla situazione sanitaria, dalle crisi famigliari a scelte di carattere culturale.

    (Foto Vatican media/SIR)

    Il Papa è balzato oltre tutte queste “letture” e “motivazioni”; andando dritto alla sintesi della situazione. L’ha chiamata “inverno”!

    Una parola che sintetizza uno stato d’animo, un percorso culturale, una realtà sociale e spirituale

    Oggi, in una parola, nascono meno figli perché siamo in “inverno”, che possiamo leggere nell’inverno delle relazioni, nell’inverno del dono, nell’inverno dell’amore, nell’inverno delle nostre coscienze e delle nostre spiritualità. Un “inverno” che non apre al futuro, lo si guarda con titubanza e apprensione.

    In realtà è un “inverno” che nasconde le nostre paure, ma soprattutto i nostri egoismi

    Se siamo convinti che la vita è “dono”, sappiamo che è “dono” il futuro e ogni momento della vita, che non programmiamo noi, ma che ci “sorprende” ogni giorno. L’equivoco culturale è che noi oggi pensiamo di “costruire” un ambiente adatto ai figli per poi “collocarli” in un futuro programmato da noi. In realtà sono i figli che costruiscono questo futuro, dal primo vagito, segno di vita e di speranza.

    Domenica scorsa si celebrava in tutte le chiese italiane la “giornata della vita” e venivano distribuite le “primule” della vita, segno dello sbocciare della primavera

    E’ la primavera attesa e desiderata che non sarà certamente il simbolo di una sola domenica, ma che si pone come un’autentica inversione di rotta nei diversi cammini della società e delle culture del nostro tempo.

    Dep

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