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mercoledì, Luglio 15, 2020
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    Osservatorio 19-06 / Grest di strada

    Da una parte la oggettiva difficoltà da parte di oratori e centri educativi nell’organizzare i tradizionali Grest estivi, che solitamente raccoglievano centinaia di ragazzi e che oggi devono opportunamente sottostare alle regole imposte dall’emergenza coronavirus. Dall’altra flotte di ragazzi che si vedono sempre più in giro, soprattutto dopo la chiusura dell’anno scolastico, raccolti in gruppi e gruppetti, a piedi o in bicicletta,

    che sembrano un po’ lasciati a se stessi, ma che in realtà sanno autoorganizzarsi, naturalmente con pochi riferimenti alle norme antivirus. Due mondi diversi? Due mondi che non si possono incontrare?

    Indubbiamente anche in tempi non sospetti, prima della pandemia, questi due mondi esistevano, camminando quasi parallelamente nella quotidianità delle estati da vacanze scuola. Oggi questi due mondi almeno destano attenzione e pongono anche punti interrogativi.

    Il comune denominatore di questi “mondi diversi” è indubbiamente l’adolescenza, con tutte le sue positività, ma spesso anche con le ansie e le paure di una emergenza educativa.

    Eppure, ancora una volta, è proprio la fase virus, che non solo consente, ma addirittura favorisce un’attenzione reciproca e addirittura un dialogo tra questi due mondi.

    Proprio i diversi documenti e protocolli emanati dalle diocesi e dalle parrocchie, messe un po’ in crisi di fronte ad una oggettiva difficoltà nell’organizzare i Grest tradizionali, fanno emergere un radicale cambio di rotta… se non è possibile accogliere ragazzi ed adolescenti negli spazi di un oratorio, portiamo fuori l’oratorio da questi spazi e andiamo a cercare, ad intercettare questi ragazzi, non solo quelli “abituati” alla vita oratoriana, ma anche quelli che la vedono spesso da lontano.

    I responsabili degli oratori milanesi, ad esempio, e molti oratori anche della nostra diocesi, chiaramente hanno messo in campo una nuova strategia: i Grest quest’anno si svolgeranno nei luoghi dove sarà possibile incontrare i ragazzi, dai parchi alle piazzette, dai gradini di una chiesa ai posteggi dei supermercati e si cercherà di “fare” tante cose, coinvolgendo e intercettando anche ragazzi che fino a ieri nemmeno sapevano cosa erano i Grest…

    Non si tratta di fare “di necessità virtù”, ma di cogliere questa fase particolare come una opportunità una nuova strategia, che prima o poi bisognava comunque intraprendere, al di là del virus, superando la logica dei ragazzi che vengono all’oratorio, ma andando a cercare questi ragazzi, interessarli, dialogare con loro, ascoltandoli anche con le loro strafottenze o risposte non politicamente corrette.

    Per carità, niente di nuovo sotto il sole… già un certo Giovanni Bosco, due secoli fa, aveva usato la stessa strategia, quando l’emergenza era la povertà e lo sbandamento di tanti ragazzi di strada.

    Come per tanti altri ambiti della vita, forse l’emergenza virus ci offre strade nuove anche per rapportarci al grande e variegato mondo dei ragazzi.

    Dep

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