Ambiente / Ceffa: «Rigenerare la città, non bloccare lo sviluppo»

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Il punto centrale del programma amministrativo di Andrea Ceffa è la rigenerazione urbana, tema che si collega a quello della sostenibilità e di una città più rispettosa dell’ambiente. Questa è la prospettiva in cui si muoverà la giunta nei prossimi cinque anni? «Rigenerare – dichiara il primo cittadino – vuol dire anche ricostruire, adottando standard urbanistici e criteri costruttivi aggiornati, tenendo perciò conto di aspetti quali l’efficienza energetica».

Non solo, perché non si va a ridisegnare “un palazzo”, ma un intero quartiere, con la viabilità e gli spazi verdi, nell’ottica di ridurre il traffico e favorire una mobilità sostenibile, anche pensando a delle zone 30 o a una minore disponibilità di parcheggi

Elezioni Vigevano 2020 - Ceffa tricolore

Sarebbe in questo caso un forte elemento di discontinuità rispetto alla gestione di dieci anni a guida Lega e di altri dieci anni d’amministrazione di centro-destra, in cui Vigevano ha conosciuto un grande incremento dell’attività edilizia e del consumo di suolo – soprattutto nel primo decennio del Duemila – e poche politiche di contenimento dell’inquinamento. «Non so se si possa parlare di discontinuità – spiega Ceffa – anche in precedenza c’era una sensibilità, però bisogna distinguere il tema ambientale dall’ambientalismo inteso come opposizione allo sviluppo industriale ed economico. Io trovo che oggi l’ambiente debba essere messo al centro dell’attenzione, ma non può essere alternativo alla crescita. Se pensiamo alla Vigevano-Magenta, in questo caso il contrasto non è per tutelare l’ambiente, ma per sostenere un ambientalismo senza costrutto. Mi trova molto più favorevole pensare a ridisegnare i quartieri della città, perché ci si muove in continuità con lo sviluppo urbano e del territorio».

CENTRO LIBERO Un altro aspetto su cui si attendono passi avanti è l’attivazione dei varchi della Ztl,

in modo da regolare e sorvegliare il transito in centro storico che, lockdown a parte, vede la sosta e il passaggio indiscriminati di corrieri e privati, che non rispettano né le modalità d’accesso – il percorso più breve per entrare e uscire – né gli orari né i termini della sosta – non è possibile fermarsi al di fuori degli stalli – depauperando quello che è il più grande patrimonio cittadino e non solo dal punto di vista architettonico o culturale.

01 VIG Ztl sosta selvaggia 2019 modificata
Ztl?

«Entro la fine dell’anno – commenta il sindaco – o l’inizio del prossimo vorrei portare in Consiglio le modifiche al regolamento della Ztl, dopodiché sarà possibile individuare il tipo di telecamera adatto per applicarlo e quindi acquistarle».

Spero che entro il 2021 si possa installare tutto e condurre la fase di test, per arrivare all’avvio vero e proprio entro l’inizio del 2022. Coronavirus permettendo

Difficile invece pensare a nuove ciclabili in centro, perché «ci sono difficoltà dettate dalla dimensione delle strade e dai parcheggi che andrebbero tolti», così come nel resto della città, in cui «credo che il passo più importante sarà il collegamento dell’esistente all’area milanese e alla “Traccia azzurra”», il percorso cicloturistico all’interno del Parco del Ticino.

Vigevano stazione
Vigevano – stazione

ALL’INCROCIO Nell’arco della consiliatura si prevede anche di realizzare un centro intermodale nei pressi della stazione, con interscambio ferro-gomma e anche mobilità dolce, soprattutto bici e mezzi elettrici. «Sulla stazione – precisa Ceffa – abbiamo lo spazio e la possibilità di giocare di più, possiamo ripensare quell’area e favorire la mobilità sostenibile». Difficile invece vedere Vigevano tra le città capofila nella sperimentazione di strategie per disincentivare l’auto a vantaggio delle biciclette, ad esempio con la possibilità per le seconde di andare “contromano” nelle zone 30 o prevedendo la precedenza ai semafori e in generale, soluzioni che sono usate da tempo o allo studio in altri paesi e anche in alcune città italiane. «Non lo escludo a priori, ma non si può improvvisare. Le vie del centro, a esclusione di via Dante e corso della Repubblica, sono molto strette, prima di pensare a soluzioni di questo tipo occorre una revisione del Put (Piano urbano del traffico) e predisporre un piano parcheggi. Se si parte il sistema deve funzionare».

Giuseppe Del Signore

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