Ambiente / Niente effetto lockdown, nel 2020 aria più inquinata

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L’aria di Vigevano e Lomellina nel 2020 è stata più inquinata rispetto al 2019, in controtendenza rispetto ai miglioramenti degli anni precedenti.

Niente effetto pandemia, il PM10 e il PM2.5 sono rimasti ben al di sopra dei limiti suggeriti dall’Oms.

I dati rilevati dalle centraline Arpa del territorio indicano che negli ultimi 12 mesi lo smog è aumentato a Vigevano – è la terza volta negli ultimi nove anni – così come a Parona, dove è stato in calo sette su nove, e a Mortara, che nello stesso intervallo ha avuto quattro volte un aumento rispetto all’anno precedente. Più fluida l’evoluzione di Sannazzaro, dove la media del PM10 è diminuita rispetto al 2019, mentre quella del PM2.5 è cresciuta.

NUMERI Per quanto riguarda il primo inquinante, a Parona la concentrazione media nel 2020 è stata di 30.7 microgrammi al metro cubo, a Sannazzaro 27.2,

a Vigevano 30.3 con 58 giorni al di sopra del limite quotidiano di 50 fissato da Unione europea e Organizzazione mondiale della sanità,

02 PP Ambiente smog - riscaldamento camino

mentre rispetto al PM2.5 a Mortara ci si è fermati a 20.7 e a Sannazzaro a 21.8. Stando a quanto sancisce l’Ue “nessun problema”, perché in tutti i casi si è al di sotto delle soglie previste, rispettivamente di 40 e 25, ma se si prendono in considerazione quelle indicate dall’Oms Vigevano le eccede del 51.5%, Parona del 53.5%, Sannazzaro del 36% e del 118%, Mortara del 107%. Uscendo dai numeri, vuol dire che la qualità dell’aria è insufficiente e questo ha effetti diretti sulla salute delle persone poiché le polveri sottili sono responsabili di tumori (in particolare il cancro al polmone), malattie polmonari (anche croniche) e cardiovascolari (ictus), come ha chiarito la letteratura scientifica, tanto che lo scorso novembre l’allora ministro della Salute Sergio Costa ricordò come ogni anno in Italia questo comporti «almeno 80mila vittime» per un problema «che investe soprattutto il bacino Padano». In quest’area a ragioni geografiche, scarsa ventilazione e ristagno degli inquinanti, se ne sommano di antropiche, forte urbanizzazione e impatto delle attività produttive, senza che le istituzioni abbiano introdotto misure capaci di invertire la tendenza.

PAGELLA Non a caso il rapporto “Mal’aria 2020” di Legambiente aveva bocciato il capoluogo provinciale assegnandogli un 3 perché per cinque anni consecutivi non è rientrato nei range fissati dall’Oms per PM10 e PM2.5, riuscendo a tenere sotto controllo solo il biossido di azoto. Un voto che può essere confermato nel 2020 per Vigevano e per la Lomellina. Anche se i “genitori” – Regione e Stato – sono un po’ distratti e non lo incentivano a dovere, occorre precisare che «il ragazzo si impegna» e qualche cambiamento si vede:

a Vigevano nel triennio 2018-2020 lo smog è diminuito del 16.9% e del 9.2% rispetto ai due precedenti (tra il 2015 e il 2017 c’è stato un peggioramento, era andata meglio tra 2012 e 2014),

un trend che si ritrova anche a Parona (-16.3% e -19.9%), a Sannazzaro per il PM10 (-14.2% e -11.1%) e per il PM2.5 (-12.2%), a Mortara per il secondo (-16.2% e -19.1%). Difficile capire a cosa questo sia dovuto, perché l’inquinamento è un fenomeno complesso prodotto da innumerevoli fattori diversi tra loro; potrebbero esserci cause climatiche, come un effetto del riscaldamento globale, che ha reso meno impattanti eventi atmosferici come la nebbia e ha ridotto l’uso degli impianti di riscaldamento? Oppure antropiche, attraverso la sostituzione tecnologica e l’introduzione di dispositivi più efficienti? Possibile che sia la somma di più elementi, ma non c’è stato, per le polveri sottili, un beneficio dovuto ai lockdown, perché a una minore circolazione delle persone ha fatto da contraltare un maggiore inquinamento dovuto all’esigenza di scaldare le case per più tempo rispetto al solito, attività che l’Ispra stima abbia un impatto pari al 65.9% e al 38% della produzione di particolato primario e secondario (il primo quello prodotto direttamente e il secondo quello dovuto alle trasformazioni chimico-fisiche che avvengono in atmosfera).

ANNO NUOVO Se il 2020 è stato negativo, il 2021 è iniziato con più incertezza, l’avvio è stato migliore, ma le ultime settimane hanno visto un peggioramento. Nei Comuni in cui sono presenti le centraline di Arpa gennaio ha segnato una forte riduzione della media delle polveri sottili, che si è mantenuta in parte a febbraio e che ha lasciato il passo a una risalita nella prima parte di marzo.

Nel primo mese a Vigevano il PM10 è diminuito del 32.1% rispetto a dodici mesi fa, a Parona del 40.7%, a Sannazzaro del 26.4%, nella stessa città il PM2.5 ha segnato -37.7%, a Mortara -43.4%.

Nel secondo la situazione si è fatta più fluida, con Parona in aumento (+18.7%) così come Vigevano (+35.1%) e per il particolato più fine a Mortara (+11.9%) e Sannazzaro (+18.2%). Da fine febbraio a oggi da tutti e quattro i centri arrivano dati in rialzo; anche se è prevedibile che gli ultimi giorni del mese, con le temperature in aumento, portino a una minore concentrazione di smog, i livelli medi rilevati sin qui suggeriscono che si resterà al di sopra del 2020. Senza dimenticare che in meno di cento giorni sono già 17 i superamenti della soglia limite giornaliera a Parona, 26 a Vigevano e Sannazzaro, negli ultimi due casi più della metà di quelli consentiti. Al momento nella città ducale la media del PM10 è di 45.2 microgrammi al metro cubo (nel periodo gennaio-marzo 2020 è stata 45.6), a Parona di 39.7 (contro 49.7), a Sannazzaro di 44.9 (contro 43.6), per il PM2.5 a Mortara è di 28.3 (contro 35.9) e sempre a Sannazzaro 30.2 (contro 35.7); da una parte di attesta una riduzione delle polveri sottili (Parona, Mortara), dall’altra un aumento (Vigevano, Sannazzaro), il che rende difficile una valutazione complessiva dell’inquinamento atmosferico del territorio, nonché della tendenza in atto nel 2021.

Giuseppe Del Signore

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