Elezioni 2022 / Lomellina alle urne: Mortara e Gambolò capofila, come si vota?

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Italiani al voto per le elezioni amministrative e i referendum sulla giustizia.

Le urne saranno aperte domenica dalle 7 alle 23 in una tornata elettorale particolarmente significativa per la Lomellina visto che saranno eletti i sindaci di Mortara e Gambolò.

Per quanto riguarda le comunali, non saranno solo questi i centri che sceglieranno la loro guida per i prossimi cinque anni. Le consultazioni coinvolgeranno anche Frascarolo (1085 residenti a inizio 2022 secondo l’Istat), dove il sindaco uscente è Giovanni Rota, Gambarana (199), primo cittadino a fine corsa Franco Cattaneo, Gravellona (2720), dove si chiude l’era di Francesco Ratti, Mezzana Rabattone (466), qui il borgomastro nell’ultimo lustro è stato Giorgio Facchina, e Valle Lomellina (2069), dove finisce l’esperienza di Pier Roberto Carabelli.

Il sindaco Facchinotti e gli assessori Granelli e Baletti
Il sindaco uscente Facchinotti

DERBY A DESTRA Dimensioni diverse per la città dell’oca, 15306 abitanti censiti, e per quella del fagiolo borlotto, 9617, dove tra l’altro si faranno le prove generali di una sfida tutta interna al centrodestra e che potrebbe rivedersi altrove sul territorio nazionale: Fratelli d’Italia contro Lega e Forza Italia. Scontro dichiarato a Mortara, più sfumato a Gambolò, dove l’uscente Antonio Costantino si presenta con una civica mentre la sfidante – ed ex sindaco – Elena Nai esibisce il simbolo di partito senza remore. Possibile che le segreterie di partito abbiano deciso di contarsi in vista delle politiche del 2023, puntando anche sul fatto di essere favorite sulla carta rispetto al centrosinistra, ma si tratta di un calcolo rischioso poiché a Mortara non corre più Marco Facchinotti e il passaggio di testimone rappresenta un momento delicato, mentre a Gambolò si gioca tutto al primo turno e non è escluso un arrivo in volata.

DEMOCRAZIA DIRETTA Per quanto riguarda i cinque quesiti, trattandosi di referendum abrogativo affinché il risultato sia valido occorre che almeno il 50% più uno degli aventi diritto si rechi a votare, un’eventualità che pare remota stando alle proiezioni dei principali istituti di statistica. Nelle ultime consultazioni dirette il quorum è stato raggiunto nel 2020 per la riduzione del numero dei parlamentari, nel 2011 per i quesiti su acqua pubblica e tariffa servizi idrici, nucleare, legittimo impedimento, nel 2005 per la procreazione medicalmente assistita ovvero in tutti i casi in cui il voto era sentito dall’elettorato come “vicino”, mentre non è stato conseguito nel 2016 per le trivellazioni e nel 2009 per i quesiti relativi a parlamentari e Senato. Discorso diverso per i referendum costituzionali del 2016 e del 2006, quando votò rispettivamente il 65.5% e il 52.5% dell’elettorato, ma non era previsto un quorum.

Ma come si vota alle comunali e nei referendum abrogativi? Nel primo caso le opzioni sono diverse, nel secondo la questione è più semplice: vota “sì” chi vuole abrogare – cancellare – la legge o la parte della norma a cui il quesito fa riferimento, vota “no” chi vuole che tutto resti com’è.

Elezioni Vigevano 2020 - voto 03

LE OPZIONI Alle elezioni amministrative invece occorre ricordare che il cittadino può pronunciarsi a tre livelli ovvero sul candidato sindaco, sulla lista che intende sostenere e sul candidato consigliere che vorrebbe vedere in consiglio comunale. Sulla scheda elettorale si troverà un rettangolo bianco contenente il nome del sindaco e il simbolo della lista (o i simboli delle liste in caso di coalizione) che lo sostengono; se si mette un contrassegno sul nome del sindaco si vota esclusivamente per il candidato alla carica di primo cittadino e non si dà il voto a nessuna delle liste che lo sostengono; per votare anche la lista occorre barrare anche il simbolo relativo oppure si può contrassegnare solo quest’ultimo, perché il voto di lista si trasferisce automaticamente anche al candidato sindaco. Con una sola eccezione, il voto disgiunto: l’elettore può infatti decidere di votare per un candidato sindaco e una lista che non lo sostiene, in questa eventualità bisogna mettere un segno accanto alla lista e uno sul nome del candidato sindaco scelto. L’ultima opzione è la preferenza, chi vuole può indicare fino a 2 preferenze per i candidati consiglieri, scrivendone il cognome, ma se ne sceglie due devono obbligatoriamente essere un uomo e una donna. Infine il ballottaggio, solo a Mortara – unico centro con più di 15mila abitanti – ci potrà essere un vincitore al primo turno solo se il primo otterrà la maggioranza assoluta dei voti, altrimenti affronterà il secondo arrivato nel secondo turno. Per tutti gli altri comuni invece la vittoria sarà decretata subito a favore di chi prenderà anche solo un voto in più degli avversari.

Giuseppe Del Signore

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