Fondi Pnrr a rischio, ma nessun sindaco firma per Draghi

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L’eventualità non così remota di recarsi alle urne già ad autunno per rinnovare il Parlamento non preoccupa Ettore Gerosa, primo cittadino di Mortara.

MORTARA «Seguo la linea del mio partito di appartenenza – spiega Gerosa – e, dato che faccio parte di Fratelli d’Italia, sono propenso all’andare al voto ad ottobre». Il sindaco della città dell’oca, di conseguenza, non firmerà la lettera di appello rivolta a Mario Draghi. «Non sono preoccupato che vengano bloccati i fondi del Pnrr – dichiara il sindaco di Mortara – anche perché non può essere subordinato ad un’unica persona. Anzi, credo che ultimamente siano state fatte delle montature ad hoc a tal proposito».

CASSOLNOVO E CILAVEGNA Anche il primo cittadino del comune di Cassolnovo, Luigi Parolo, che si è visto assegnare con i fondi Pnrr 2 milioni di euro, non ha firmato la petizione né ha preso posizione, pur avendo qualche apprensione, mentre il neoeletto sindaco di Gambolò Antonio Costantino in questo momento preferisce non prendere posizione, perché si tratta di un argomento troppo delicato. «A dire il vero, – spiega il sindaco di Cilavegna, Giovanna Falzone – non amo firmare petizioni su rete. Inoltre, prescindere dalle mie idee e convinzioni, io sto amministrando perché votata, quindi va ponderata ogni azione. Sono fortemente preoccupata per il nostro territorio, a prescindere, ma ancor più se dovessero saltare i fondi: ci sono lavori e interventi che noi sindaci non potremmo affrontare senza l’aiuto dello Stato o dell’Europa».

Uno dei progetti finanziati dal Pnrr

GARLASCO Così Simone Molinari, alla guida dell’amministrazione di Garlasco: «L’iniziativa di sostegno al governo Draghi a me personalmente non è pervenuta. Quindi, in realtà non è stata da parte mia una decisione di non aderire, bensì una mancanza di coinvolgimento diretto da parte dei promotori. Certamente sono preoccupato per la devoluzione dei finanziamenti del Pnrr destinati a tutta Italia e, in particolare, alla Lomellina (territorio, di norma, abbastanza dimenticato). Nella presente fase, ritengo che la continuità di governo sia forse la cosa migliore, ma, vista la situazione di instabilità politica generale a livello governativo, credo che andare al voto sia necessario, non appena consolidate le opportunità e gli adempimenti burocratici necessari per conseguire i finanziamenti stanziati dal Pnrr».

MEDE Giorgio Guardamagna, sindaco di Mede: «Non firmo alcuna petizione su Draghi. Il discorso è molto articolato e non riguarda le persone ma la situazione generale. Personalmente giudico, da amministratore pubblico, negativamente quanto fatto: agli enti locali sono state fatte molte promesse e, ammantando il tutto con il famigerato Pnrr sembrerebbero risolti i problemi. Nella realtà le cose stanno diversamente. I bandi vari sono spesso rivolti ad azioni non fondamentali per i Comuni, che avrebbero bisogno di ben altro. I ristori sui costi lievitati in modo esagerato sono irrisori. Non so se la crisi avrà ripercussioni sulle opere preventivate, a giudizio mio non mi pare, ma con questi chiari di luna chissà cosa può succedere. Il mio parere è che si chiuda questa esperienza e si voti».

A.B., M.D., E.V., D.Z.

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