Giornata Poveri / Don Moreno: «Il Covid fa soffrire le “nostre” famiglie»

-

La Caritas della Diocesi di Vigevano ha partecipato al report “Anticorpi della solidarietà”, rilevando anche sul territorio di Vigevano e della Lomellina l’emergere di nuove “categorie” di povero e la necessità di un ripensamento delle azioni di contrasto alla povertà. Don Moreno Locatelli è responsabile della Caritas diocesana: qual è la situazione sul fronte della povertà e come è cambiata con l’epidemia?

«Se vogliamo riflettere solo da un punto di vista numerico e chiederci se anche qui ci sono dei nuovi poveri, è facile dire di sì. Ma forse è meglio andare nel profondo, per seguire anche la logica con cui è stato pensato il report della Caritas, che ha visto la nostra partecipazione e il cui obiettivo è far in modo, per usare le parole di Papa Francesco, che “nessuno resti indietro”».

Lo sguardo “quantitativo” cosa ci dice?

«Che il grosso della nuova povertà non è ancora arrivato e lo vedremo nei prossimi mesi e anni. Anche nella ricca Lombardia e anche se alcuni indicatori dicono che a livello ufficiale c’è una tenuta industriale e lavorativa. Ma il mondo dei poveri è quello di chi un lavoro non ce l’ha o non riesce a tenerlo. Si è poveri economicamente sì, ma anche socialmente, culturalmente e umanamente».

Andando in profondità questo cosa significa?

«Il Covid ha aggravato le situazioni, una persona che vive di espedienti, che ha un lavoro interinale, che magari lavora in nero è più esposta ai momenti di crisi, chi è più fragile è più colpito. E allora in prospettiva, pur continuando a collaborare con tutte le realtà che sul territorio sono attive come istituzioni e associazioni e pur continuando a fare la nostra parte come Chiesa locale, sia a livello di Caritas sia attraverso le parrocchie e altre realtà locali, dovremmo allargare lo sguardo. Perché questa non è un’emergenza di due mesi e chissà quanto tempo durerà: se restiamo nella logica dell’aiuto in funzione del bisogno e non riconosciamo i motivi, questi resteranno sempre lì».

PP Giornata poveri Caritas panini

Che cosa intende dire?

Va bene offrire servizi importanti, ma questo non consente di uscire dall’assistenzialismo. Cito il titolo del rapporto Caritas, “Anticorpi della solidarietà”. D’accordo curare, ma bisogna anche trovare un vaccino che permetta di arrivare prima che le crisi esplodano, in modo che ci sia una “risposta immunitaria” e non solo un correre ai ripari

In concreto cosa si potrebbe fare?

«Innanzitutto la povertà deve toccare il nostro essere Chiesa e comunità. Anche perché i poveri non arrivano da un altro pianeta, sono nelle nostre comunità, per questo per la Giornata mondiale dei poveri ho chiesto alle parrocchie di raccogliere detersivi e prodotti per l’igiene: portiamo qualcosa a qualcuno che conosciamo. I poveri con cui ci confrontiamo sono i “nostri”, per usare il linguaggio che piace alla politica, allora occupiamoci di loro. Credo rientri anche nell’aspetto educativo di Caritas: una pedagogia dei fatti».

PP Giornata poveri Caritas conta denaro

Ma chi sono questi “nostri”?

«Penso a quelle famiglie in cui il papà o la mamma facevano del nero o anche a quelle in cui c’era un lavoro interinale o un’occupazione con contratti che permettono di vivere, ma non di risparmiare. Stiamo vedendo diverse richieste da parte di chi era nel mondo della ristorazione».

Famiglie che arrivavano a fine mese in pari conservando una faticosa dignità, cioè senza dover chiedere aiuto perché noi sperimentiamo di continuo che la non autosufficienza è un passaggio doloroso per una persona.

«Queste situazioni in un tempo diverso consentivano di cavarsela, ma non erano giuste nemmeno prima che il Covid le facesse emergere».

Il coronavirus è stato un momento di verità?

«Credo che con la pandemia sia caduto il velo, la convinzione che nella nostra comunità i poveri non ci fossero. Certo, i clochard, gli immigrati ci sono ancora, ma accanto a loro sono emerse delle categorie diverse, che magari non sono in povertà assoluta, ma nondimeno sono poveri. Sono persone di serie B o contano di meno rispetto a chi non ha avuto danni? No, fanno parte del nostro tessuto sociale e non devono essere emarginate».

PP Giovani attesa

Anche i minori e gli anziani sono colpiti?

«Gli anziani no, siamo riusciti a tutelare fin dall’inizio le situazioni di fragilità che avevamo, ricorrendo a servizi di prossimità come il pasto o la spesa a domicilio. Per i giovani temo che i frutti li vedremo tra un po’, quando valuteremo le conseguenze delle scuole chiuse. Senza considerare che il nostro sistema educativo già prima dell’epidemia aveva qualcosa su cui riflettere, perché è da diverso tempo che i giovani sono una delle categorie più fragili in Italia. La pandemia per i ragazzi ha aggiunto la paura non di ammalarsi, ma nel rapportarsi con l’altro che diventa un “potenziale nemico”».

Da questo punto di vista, che cosa ci dice la Giornata Mondiale dei Poveri che si celebrerà domenica?

«Non può essere facoltativa, abbiamo il dovere di annunciare che la povertà non è una condanna a morte. In una società ricca è forse la disgrazia più grande, ma non per questo si conta di meno. Se non iniziamo noi come comunità cristiana chi lo farà?».

Questo tempo lo dobbiamo vivere, non è di attesa, in una bolla che scomparirà lasciando tutto com’era prima. Siamo chiamati a viverlo da cristiani; non siamo sospesi, se lo viviamo con le sue fatiche mettendoci dentro quello che siamo, possiamo guardare avanti

Giuseppe Del Signore

- Advertisement -

Pubblicità

Scrivici per informazioni sulle inserzioni, puoi promuovere la tua attività sul sito o sull'edizione cartacea: araldo@edizioniclematis.it

POPOLARI

Addio ad Aldo Pollini

Si è spento nella notte tra venerdì 20 e sabato 21 marzo, dopo qualche giorno di ricovero in ospedale, Aldo Pollini, di anni 82...

Ripartenza al rallentatore: le testimonianze

La gente esce poco. Ha paura ed è confusa. E questo stato d’animo si proietta anche sul comportamento dei consumatori, tutti i consumatori, di...

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui