Giovani fuori / Il confronto con le altre realtà provinciali

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«Nel mio futuro non mi vedo a Vigevano». Lo scorso novembre L’Araldo ha proposto un sondaggio tra i giovani vigevanesi e lomellini dal quale era emersa una profonda sfiducia circa la possibilità di realizzarsi umanamente e professionalmente nel territorio.

Si tratta di un vero e proprio capovolgimento per quella che nella seconda parte del Novecento è stata la capitale mondiale della calzatura, capace di attrarre migliaia di italiani da ogni regione, meta di tanti lavoratori in cerca di stabilità all’interno della sua realtà dinamica e fiorente, ma che ora viene vista dai giovani per lo più come una realtà di provincia priva di opportunità di lavoro e dei servizi – essenziali così come ricreativi – che possano renderla un punto di riferimento per l’avvenire.

CARENZE Causa di questa crescente sfiducia sono le poche possibilità formative ed economiche che offre il territorio, carenze che spingono i ragazzi a recarsi in realtà più promettenti e stimolanti per una crescita professionale, ma anche per una propria realizzazione personale. Nell’indagine emergevano la mancanza di decoro urbano, di istituti per la formazione post diploma, di agevolazioni economiche, fattori che rendono la realtà lomellina poco attiva e poco stimolante, complici soprattutto i mezzi di trasporti inadeguati (basti pensare alla linea Milano-Mortara, la peggiore della Lombardia), così come la carenza di spazio per il tempo libero e per le attività ricreative. Tutti contesti che inevitabilmente allontanano le nuove generazioni e le spingono verso realtà più promettenti, nonostante Vigevano abbia le dimensioni, le strutture e le caratteristiche socio-economiche per recitare una parte diversa.

VITA ALTROVE Senza pensare direttamente alle metropoli estere come mete di fuga, ci sono realtà provinciali italiane che, nonostante siano affini a Vigevano in termini di dimensioni, risultano più adatte ai giovani. Una su tutte Pordenone, piccolo capoluogo friulano che nel report “Qualità della vita dei giovani” condotto dal Sole 24 Ore, si posiziona al 19° posto della classifica. A rendere la cittadina friulana un luogo a dimensione di “generazione Z” è il basso tasso di disoccupazione giovanile, così come la presenza di parecchie strutture sportive e di imprese e-commerce, un contesto aperto ai ragazzi. Inoltre, il fatto che Pordenone offra dei canoni di locazione accessibili fa sì che sempre più giovani siano invogliati a investire lì il loro futuro. La stessa cosa accade nella vicina Vercelli che, nonostante sia poco meno numerosa di Vigevano, si posiziona al quarto posto, dimostrando di essere una realtà a misura di giovane. Nella cittadina piemontese sono molti i locali per il tempo libero, così come le aree sportive e le imprese aperte da giovani imprenditori. L’insieme di questi fattori fa sì che entrambi i capoluoghi abbiano un saldo migratorio giovanile pressoché nullo, un dato che dovrebbe far riflettere e stimolare un cambiamento a Vigevano e in Lomellina.

Rossana Zorzato

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