Giovani & Prospettive / «Vogliamo essere ascoltati»

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I giovani sono il futuro, ma non sempre il futuro è dei giovani. In un Paese dove a farla da padrone sono ormai incertezza e ansia, come possono le nuove generazioni rinascere dalle ceneri e ricostruire le basi di una nuova società?

Checché se ne dica noi ragazzi siamo stati caricati di un grande fardello sulle spalle, un peso che non fa che aumentare con le ultime crisi a livello mondiale.

ANSIA DEL FUTURO Eventi come la pandemia, la questione energetica, il cambiamento climatico, ma anche la guerra russo-ucraina, nonostante alcuni sembrino non riguardarci, sono in realtà legati a doppio filo con la nostra economia e la nostra società, rendendo sempre più labile un equilibrio già precario di per sé. L’insieme di questi macro-problemi non fa che aggiungere ulteriore peso e preoccupazioni a quelle che erano le carenze preesistenti del nostro paese, che si ripercuotono soprattutto sulle aspettative e sui bisogni dei giovani italiani, che restano disattesi.

GIOVANI IN PRIMO PIANO Anche perché la nostra è una fascia d’età poco ascoltata in un Paese dove a farla da padrone è una logica gerontocratica. Forse è proprio questo uno dei principali problemi dei più giovani: mancanza di ascolto perché non rappresentati adeguatamente nelle istituzioni. Come è possibile capire le vere esigenze delle nuove generazioni se ai vertici di queste ultime ci sono persone che si sono lasciate la giovinezza alle spalle da decenni e non ne colgono più la prospettiva? È pur sempre vero che l’esperienza gioca un ruolo importante, soprattutto se vista dal lato della gestione della “cosa pubblica”, ma è anche vero che il miglior modo per risolvere un problema è conoscerlo a fondo, e chi può conoscerlo meglio se non un giovane? Stabilire un dialogo con le nuove generazioni è sicuramente uno dei primi passi concreti da intraprendere per poter andare incontro a quelle che sono le loro esigenze e farlo attraverso Tik Tok, come si è visto spesso e volentieri nella scorsa campagna elettorale, non è di certo la soluzione migliore. Favorendo il nostro attivismo, iniziando con l’individuare spazi in cui possiamo esprimere le nostre idee, può essere una delle carte vincenti affinché le nuove generazioni comincino a far parte di un processo decisionale che ci riguarda in prima persona.

02 PP Scuola - classe

SCUOLA E LAVORO Se ascoltare è quindi il primo passo da compiere, maggiore concretezza dev’essere riservata al mondo della scuola e, soprattutto, del lavoro. Spesso si sente parlare di “fuga di cervelli” all’estero, ma anche di giovani che non hanno voglia di impegnarsi, quando in realtà la voglia di mettersi in gioco è tanta. L’Italia offre un buon sistema scolastico che prepara ottimi professionisti ambiti in tutto il mondo, peccato che spesso e volentieri a mancare non sia la voglia di lavorare dei giovani, bensì proprio il trampolino di lancio nel mondo del lavoro, una situazione che purtroppo riguarda qualsiasi ambito di studio, dalla scuola professionale all’università e che rappresenta uno spreco di tempo, capitale umano, capitale economico… di futuro. Quale sarà quello dell’Italia senza i suoi giovani?

Rossana Zorzato

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