«Il prezzo della libertà dal vaccino? 180€ al mese»

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Il costo della libertà dal vaccino è 180€ al mese, 45€ a settimana. Tanto spenderanno Michela e Paolo, entrambi vigevanesi, l’una commessa e l’altro impiegato, per fare i tamponi e ottenere il Green pass che gli consentirà di continuare a lavorare. Una volta fissata la data del 15 ottobre, spiega Paolo, «mi sono organizzato in anticipo prenotando i tamponi e scaricando l’app “IO”», analogamente a quanto ha fatto Michela che si è attivata «prenotando gli appuntamenti in farmacia in base ai turni di lavoro; non è un grande problema, il tampone quasi non lo sento più». Certo entrambi avrebbero preferito che la spesa non fosse a loro carico, perché secondo Paolo

se è gratuito il vaccino perché non dovrebbe esserlo il test?

Rassegnata Michela, per cui «che io sappia in Italia nulla è gratuito, anche se magari non lo pago direttamente lo farò tramite tasse, ritenute o altro».

SCELTA DI CAMPO Per i due lavoratori la routine dei test ogni 48 ore è la conseguenza della decisione di non vaccinarsi. «Non è facile sintetizzare il motivo – argomenta Michela – mi sembra che le decisioni politiche siano arbitrarie e prese soprattutto su basi economiche, per me il vaccino è solo un business, la salute conta quanto il profitto che può portare».

Preferisco rischiare e mantenere la mia posizione piuttosto che vaccinarmi perché mi spingono a farlo, perché non si dica che col Green pass non è così

Per Paolo il problema è nelle decisioni prese “dall’alto”: «Non credo in un sistema che impone arbitrariamente le proprie decisioni e in cui c’è tanta disinformazione e “malinformazione”, a mio parere si cerca solo di dividere le masse, mettendo gli uni contro gli altri». Non si tratta mi mancanza di senso civico, perché credono di tutelare la salute degli altri «indossando la mascherina nei luoghi chiusi, igienizzando le mani e mantenendo le distanze». Anzi li ferisce l’aggressività di cui si sentono oggetto, in quanto, argomenta Michela,

se non sei vaccinato oggi vieni visto come la causa della malattia. Non è più colpa del coronavirus se le persone si ammalano, ne sei tu il responsabile

«O almeno – chiosa – questo è il messaggio che mi arriva dai media o dalle persone che ti augurano di finire in terapia intensiva». «Lo Stato – aggiunge Paolo – si appella al mio dovere civico, ma continua a permettere l’uso di slot machine e la vendita di sigarette e alcolici». Dal punto di vista di tutti e due neppure se la Certificazione verde dovesse restare in vigore per anni e non solo per mesi cambierebbe qualcosa, dal momento che per Paolo «non mi farebbe ricredere sulla vaccinazione; magari potranno intervenire altri fattori, non questo», mentre per Michela in quel caso «sarebbe la spinta finale che mi serve per abbandonare il Paese, ogni volta che ne incontro la burocrazia mi domando cosa faccio ancora qua».

Green Pass - App IO

CONFRONTO Le loro decisioni hanno avuto un impatto pure su famiglia e colleghi, anche perché nel primo caso sono gli unici a non essersi vaccinati. «I miei parenti – dice Michela – hanno manifestato il loro disappunto, ma è finita lì, ogni tanto mi chiedono se ho cambiato idea, ma alla risposta negativa si limitano a prenderne atto». Situazione simile per Paolo: «I miei genitori e familiari mi hanno raccomandato di vaccinarmi, ognuno con le sue motivazioni». Nessun problema sul posto di lavoro, nel caso di Michela «non c’è stata nessuna pressione», in quello di Paolo «i colleghi hanno ascoltato le mie ragioni senza commentare, il direttore di stabilimento ha fatto qualche piccola pressione, ma alla fine gli interessa soprattutto che io mi presenti la mattina col Green pass in regola».

02 PP Green Pass - protesta no pass
la manifestazione “No Pass” di lunedì scorso a Vigevano

CHI DICE NO Oltre a loro a Vigevano c’è chi non si limita ad adeguarsi alle regole pur non condividendole, ma protesta contro l’introduzione del Green Pass sul lavoro manifestando solidarietà a chi protesta in tutta Italia e in particolare ai portuali. «Trieste chiama, Vigevano risponde» è lo slogan scritto sui cartelli e intonato a voce insieme a «la gente come noi non molla mai» da parte di una ventina di persone che lunedì pomeriggio hanno improvvisato una manifestazione davanti al duomo in Piazza ducale. Non una partecipazione di massa, mentre arrivano le prime notizie di persone sospese dal lavoro perché sprovviste di certificazione, un dipendente comunale a Vigevano, e mentre Ats ha sospeso 14 sanitari in Provincia per non essersi vaccinati, anche se qui il Pass non c’entra, per questa categoria è previsto l’obbligo dal dl 44/2021.

Giuseppe Del Signore

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