Inflazione / Come sopravvivere alla spesa?

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L’onda inflazionistica colpisce soprattutto i generi di prima necessità, a partire dai beni energetici, il cui aumento passa da + 44.5% di settembre a + 71.1% dello scorso ottobre, con una lieve diminuzione per il mercato non regolato e un leggero aumento per quello regolato in novembre.

I DATI Il rincaro dei beni energetici ha portato ripercussioni anche su tutti gli altri prodotti del paniere Istat. I prezzi degli alimentari, sia lavorati sia non, sono tra quelli che hanno subito gli aumenti maggiori (si veda il pezzo accanto LINK), allo stesso modo sono in crescita anche la maggior parte degli altri beni inseriti nel paniere Istat, dai trasporti alle spese per l’abitazione, dai mobili all’abbigliamento, dalla comunicazione all’istruzione. Questi rincari che effetto hanno sul carrello della spesa settimanale di una famiglia?

RISPARMIARE È UNA SFIDA In tempo di rincari anche una delle attività più scontate come fare la spesa è diventata sempre più difficile visti i prezzi gonfiati, e districarsi tra i supermercati è una vera e propria sfida. L’Araldo ha confrontato i prezzi di tre supermercati della zona, più nello specifico Esselunga, Conad e Lidl, facendo una spesa poco meno che settimanale. Dal confronto sono emersi elementi rilevanti in termini di risparmio, infatti, facendo degli acquisti basati su beni essenziali come frutta, verdura, latticini, pasta e pane nel primo supermercato si è arrivati a un totale di 48,68 euro; 12 euro in meno è il totale degli acquisti al Conad, mentre 27,62 è il totale di una spesa al Lidl, cifra più bassa tra i tre. In generale il punto vendita che permette il maggior risparmio è la catena discount Aldi che, secondo un’indagine condotta da Altroconsumo, permette di risparmiare fino a 3350 euro all’anno per una famiglia di quattro persone. Per coloro che mettono nel carrello solo prodotti di marca, a vincere la corsa alla convenienza è Esselunga che offre le grandi marche a prezzi ragionevoli; mentre Conad si aggiudica la migliore qualità prezzo per quanto riguarda la spesa mista, ovvero coloro che acquistano sia prodotti di marca sia del marchio del distributore.

LO STUDIO Secondo il recente studio di Moneyfarm, società che si occupa della gestione del risparmio, la percezione dell’onda inflazionistica non è uguale per tutti i nuclei familiari, ognuno dei quali ha le sue abitudini e stili di vita. Sempre secondo lo studio, ad avere la peggio sarebbero soprattutto gli anziani che vivono da soli, una categoria che arriva a percepire l’inflazione fino al 16.4% in più rispetto agli altri e con una spesa aggiuntiva mensile pari a 175 euro. Seguono a ruota anche i single che, nell’ultimo anno, hanno avuto la peggio con un’inflazione percepita del 15.7% e una spesa mensile aggiuntiva di 195 euro. Inaspettatamente migliore, invece, la situazione per quanto riguarda i nuclei familiari con figli a carico. Sebbene la vita sia molto più difficile anche per loro, le coppie con uno o più figli subiscono un’inflazione percepita leggermente più bassa. Il dato che emerge dallo studio di Moneyfarm è come l’inflazione percepita sia del 12% per le coppie con due figli, dato più basso rispetto alle precedenti categorie, tuttavia la spesa aggiuntiva mensile ammonta a 298 euro in più.

Rossana Zorzato

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