Alla fine di un anno scolastico ancora all’insegna del coronavirus, l’Italia che tenta di rimettersi in moto riparte anche dall’esame di stato e dagli studenti che, concludendo il percorso di formazione, si avviano all’università o al mondo del lavoro. Che prova li attende e quali sono le sfide che dovranno affrontare una volta fuori dall’ambiente protetto dell’aula? I dirigenti scolastici degli istituti di Vigevano e della Lomellina riflettono sulla sfida educativa, mettendo a fuoco le criticità principali dell’anno appena concluso e cercando di trarre qualche spunto positivo, magari da sfruttare proprio durante il colloquio di fronte alla commissione, formata da sei commissari interni scelti all’interno del consiglio di classe e un presidente esterno.

Il tutto con uno sguardo al futuro meno immediato, perché la maturità non rappresenta solo il momento conclusivo di un cammino iniziato alla scuola dell’infanzia, ma è anche un vero e proprio rito di passaggio con il quale ciascuno studente afferma se stesso come cittadino; in questa direzione va il ritorno dell’educazione civica – quest’anno come materia a se stante, in quelli precedenti all’interno delle altre discipline – che può essere visto anche come una riscoperta dell’appartenenza a una comunità, tanto più importante dopo un anno vissuto quasi tutto chiusi in cameretta – nella migliore delle ipotesi – e quindi al di fuori di un contesto sociale. Attraverso l’analisi del documento, la presentazione dell’esperienza di Pcto e del curriculum, la discussione pluridisciplinare a partire da un testo, un grafico o un’immagine è come se idealmente ogni ragazzo smettesse i panni dello studente per indossare quelli dell’adulto, per quanto giovane, muovendo i primi passi nel mondo in piena e totale autonomia.

Gds, interviste a cura di Ig

1. Alberto Panzarasa (Cairoli)

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Alberto Panzarasa (Cairoli)

Si conclude anche questo anno scolastico. Ma con quali aspetti positivi e criticità? «Alla scuola e ai ragazzi è stato chiesto un grande sforzo – spiega Alberto Panzarasa – Tra gli aspetti positivi la sperimentazione di nuovi modi di fare didattica, di trasmettere il sapere e di valutare. Tra quelli negativi l’evidente insostenibilità della dad per tempi così lunghi, con tutte le conseguenze psicologiche e le ricadute sugli apprendimenti». Che esame di Stato prevede? «Sarà molto simile a quello dello scorso anno e penso che sarà vissuto in un clima sereno. Se dovessi dare un consiglio per l’esame ai maturandi, direi loro di stare concentrati sull’obiettivo e curare al meglio il ripasso finale e l’esposizione. Essere tesi, serve a poco se non a far crescere l’ansia». E per quanto riguarda il futuro? «Inseguite i vostri sogni e affacciatevi al mondo con la voglia di migliorarlo».

2. Elda Frojo (Casale)

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Elda Frojo (Casale)

«Un consiglio banale, che a me pare valido specie per chi ha studiato seriamente: andate tranquilli, determinati, dando la giusta importanza al colloquio, ricordando che la valutazione non rappresenta mai un giudizio sulla persona». Questo il suggerimento della responsabile del Casale Elda Frojo ai suoi studenti. «Nell’esame si cercherà di mettere in risalto le competenze e le personalità di ogni studente. Rappresenterà un momento ricco di emozioni, vissuto come un passaggio importante della vita». Con l’augurio per il futuro «di potere perseguire i propri obiettivi e di coltivare le proprie passioni». Soprattutto perché «l’anno scolastico si conclude con un barlume di speranza. La scuola è stata messa a dura prova, ma abbiamo scoperto risorse di cui non eravamo consapevoli. Certo ci sono criticità a partire dal sistema di reclutamento dei docenti».

3. Matteo Loria (Caramuel-Castoldi-Roncalli)

VIG Caramuel dirigente scolastico Matteo Loria
Matteo Loria (Caramuel)

«Quest’anno si conclude faticosamente: siamo arrivati tutti alla fine dell’anno con il fiato corto, stremati». Commenta così Matteo Loria di Caramuel e Roncalli. «Tra gli aspetti positivi di quest’anno c’è quello di esserci trovati in presenza ed aver scoperto insieme aspetti della tecnologia e dell’informatica che fino a poco fa ci erano estranei. La principale criticità è rappresentata dall’incertezza: non sappiamo come ripartiremo, a settembre, se a distanza, se in presenza». Quale consiglio ai “suoi” maturandi? «Vorrei dire loro di vivere l’Esame con serenità, senza timore, stupendoci, per le grandi risorse che riescono a trovare, sempre. Non ci saranno le prove scritte: io avrei mantenuto l’italiano». E il suo augurio post diploma? «Il mio personale augurio è quello di usare il cuore, sempre, in ogni loro scelta e di avere grande fortuna».

4. Stefania Pigorini (Omodeo)

Stefania Pigorini inizia elencando quello che l’Omodeo di Mortara è riuscito a conquistare, nonostante le difficoltà dell’anno. «Siamo riusciti a assicurare l’offerta formativa curricolare ed extracurricolare ai nostri studenti. Gli esiti e l’efficacia non sono paragonabili a quelli delle  attività in presenza, ma sono soddisfatta.  Positivo il processo di rinnovamento avviato, a favore di modelli didattici più interattivi e partecipativi». Che esame di stato sarà? «La formula consente davvero a ciascuno di valorizzare al meglio la preparazione». Consigli a chi deve sostenere l’esame? «Essere sereni, affrontare la prova con la consapevolezza delle proprie capacità, con atteggiamento determinato». Ai futuri diplomati il dirigente dell’Omodeo augura «di riuscire a inseguire i propri sogni e coltivare le proprie passioni, conciliando la realizzazione personale con quella professionale».

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