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mercoledì, Luglio 15, 2020
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    Le testimonianze dei maturandi, tra stress e “vecchi” professori

    Nuova maturità, stessa ansia. Gli studenti di quinta superiore di quest’anno hanno dovuto affrontare una maturità che, sotto certi punti di vista, resterà nella storia: non solo per le modalità di svolgimento, incerte fino a poche settimane fa, ma soprattutto per il modo in cui i maturandi, dopo mesi di didattica digitale a casa, hanno dovuto approcciare quello che per tutti è un momento di svolta nella propria vita.

    «Tornare a scuola dopo tre mesi è stato bello – racconta Andrea Picello, studente della 5 Rim del Casale che mercoledì mattina ha affrontato l’esame – ci tenevo a rivederlo». Stare lontano dall’aula e soprattutto dai propri compagni per un periodo di tempo così lungo non è stato facile, anche se per Andrea nei giorni precedenti alla “data X” a prevalere è stata la classica ansia dello studente: «L’attesa è stata faticosa, anche se poi al momento dell’esame avere una commissione interna, con professori che ti conoscono, è più rassicurante. Qualche momento di incertezza l’ho avuto, ma grazie anche a loro sono riuscito a rimettermi in carreggiata: l’esposizione del Pcto e di cittadinanza sono state le parti più semplici per me, perché ho avuto modo di prepararli a casa, mentre l’esposizione della poesia e del documento sono state più complicate».

    La maturità 2020 è infatti composta da cinque parti, come spiega Fabio Allkoci, della 5B Scientifico del Cairoli: «Avevamo da esporre un elaborato sulle materie del corso preparato da noi, poi un testo d’italiano e a seguire i colloqui interdisciplinari a partire da un documento o un’immagine, il racconto dell’alternanza scuola-lavoro e la parte di cittadinanza e costituzione». L’esame sostenuto ha lasciato Fabio soddisfatto: «Me l’aspettavo più impegnativo, anche se un po’ d’ansia si è fatta sentire: in testa avevo in mente un discorso, ma ripeterlo poi davanti a tutti i professori che ti guardavano è stato un po’ “intimidatorio”».

    Anche Alice Gazzoli, della 5B Scienze Umane del Cairoli, si aspettava qualcosa di più complicato: «A livello emotivo l’ho vissuta come una normale interrogazione. Ero molto tranquilla, mi sono impegnata tutto l’anno e i professori erano ben disposti e ci sono venuti incontro». Sul voto Alice non si sbilancia troppo: «Ho fatto un po’ di confusione con latino, al massimo potrei arrivare a 96 ma spero di stare in un range tra 80 e 90».
    Alice Galli, 5C Turismo del Casale, elogia anche le misure prese dall’istituto per consentire ai ragazzi di fare questa strana maturità post-epidemia: «La scuola si è organizzata bene per la sicurezza». Ancora un po’ tesa per l’esame finito da poco, è comunque soddisfatta dell’esito: «E’ andato tutto bene. Il fatto che ci fossero dei professori interni ha aiutato, anche se c’è stato comunque qualche momento di difficoltà».

    Alessio Facciolo

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