Ludovico torna a Vigevano per compiere la sua opera

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A cinquecentosettanta anni dalla nascita Vigevano chiede al Duca di compiere la sua opera.

“Le colonne del Ducato” è il progetto che la città ha dedicato a Ludovico il Moro con l’obiettivo di consacrarsi come meta turistica di primo piano nel panorama italiano.

E’ questa l’ambizione, affermata tra le righe, che ha mosso l’amministrazione comunale nella costruzione di una rete che coinvolge la Diocesi di Vigevano, altre città, istituzioni culturali e non, enti, fondazioni, soggetti di rilievo locale e nazionale, e nella richiesta di istituire un comitato nazionale ad hoc per i festeggiamenti, passaggio che si combinerebbe con l’accesso a fondi importanti per ampliare la portata delle iniziative e forse trasformare una «quasi città» in una città fatta e finita, impresa che al Moro non riuscì in vita e che si vorrebbe portare a termine celebrandone oggi la figura, controversa ma centrale nella storia italiana della fine del XV secolo. «Vogliamo valorizzare – ha dichiarato il sindaco Andrea Ceffa – un personaggio di importanza fondamentale per Vigevano e il periodo rinascimentale, seppur controverso. I regali più grandi questa città li ha ricevuti da Ludovico, il castello e Piazza Ducale, il primo concepito non come fortezza, ma quasi come estensione della sua Milano».

LEGAMI Lo sforzo del primo cittadino e della giunta nel coinvolgere tutti i soggetti in qualche modo toccati dalle vicende del Moro e degli Sforza è stato notevole e ha prodotto l’adesione di centri vicini, come Cassolnovo, Abbiategrasso, Pavia, Tortona, Novara, e lontani, come la francese Loches dove in cattività si concluse la vicenda umana del Duca, passando per giganti quali Bari, Bologna, Ferrara, Firenze, Mantova, Milano, Napoli e Venezia. Accanto a questi un Comitato d’onore – di cui fa parte mons. Maurizio Gervasoni, vescovo di Vigevano – e un Comitato tecnico, così come tra gli altri Regione, Provincia e Soprintendenza, tutte le associazioni di categoria, la Fondazione di Piacenza e Vigevano, il Touring Club Italiano, la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, Poste Italiane, a cui, spiega il sindaco, «abbiamo chiesto l’emissione di un francobollo celebrativo per i 530 anni di Piazza Ducale». Le città della rete saranno unite dal percorso culturale, architettonico, enogastronomico “Il viaggio di Ludovico”. «Ammiro la bellezza di questa città – ha commentato Kikka Ricchio, curatrice del Comitato tecnico – ma quanta gente la conosce? Abbiamo costruito un viaggio per l’Italia, che è un modo di valorizzare e far conoscere i luoghi che sono stati importanti nella vita di questo personaggio. Stiamo lavorando anche a un progetto cartografico col Touring Club e a pacchetti turistici internazionali».

03 PP Ludovico il Moro Vigevano - Andrea Ceffa
il sindaco di Vigevano Ceffa

IL PERCORSO Il progetto dovrebbe articolarsi tra il 2022 e il 2025 e presentare anno dopo anno diversi aspetti del personaggio di Ludovico Sforza. «In primo luogo –ha argomentato Ceffa – riteniamo importante riconoscere il ruolo del Moro come mecenate, anche se vorremmo uscire dalla dimensione esclusivamente storica e capire quale potrebbe essere un mecenatismo della nostra era». Un cammino che «andrà avanti anche senza il riconoscimento di Comitato nazionale», così dal 2023 in avanti ci si concentrerà sul ruolo «di architetto, “re delle acque”, urbanista». Per quanto riguarda il 2022, il primo atto è stato martedì l’apertura dell’esposizione temporanea dell’editto risalente al 3 maggio 1492 in cui si dava inizio ai lavori per la costruzione della Piazza, gli altri saranno una festa diffusa tra luglio e agosto in occasione del genetliaco di Ludovico, un convegno avente per tema il mecenatismo oggi, con «un’attenzione specifica agli NFTs» ovvero i “Non fungible tokens” che sono la nuova e molto remunerativa frontiera digitale della produzione artistica, la rassegna letteraria dedicata a “Orizzonti per un nuovo umanesimo”, infine un percorso espositivo dedicato a “Le colonne del Ducato”.

RISCOPERTA In questo modo si spera di sfatare la battuta attribuita da Ceffa al collega di Gravellona Francesco Ratti, il quale avrebbe detto che «i vigevanesi sono stati capaci di un’opera straordinaria, nascondere la Piazza Ducale per cinquecento anni». «Se vogliamo far conoscere la nostra città – ha detto Ceffa – non possiamo che gettare il cuore oltre l’ostacolo e costruire una rete per uscire dalla situazione descritta dal mio amico Ratti. Dobbiamo allargare questa rete, è l’unico modo per una città come la nostra di essere attrattiva in un paese che ha un patrimonio artistico eccezionale. Ludovico può essere la partenza di un percorso per uscire dai confini della nostra città».

Giuseppe Del Signore

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