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venerdì, Ottobre 22, 2021
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    L’Unione europea mette al centro i cittadini

    La parola chiave è “partecipazione”. Su questo si gioca la Conferenza sul futuro dell’Europa inaugurata dall’Unione europea lo scorso maggio e aperta ufficialmente in giugno; proprio per questo il cuore dell’iniziativa, più che nella plenaria risiede nella piattaforma digitale, a cui ogni cittadino può registrarsi per seguire i lavori e lanciare progetti. Sono quattro le azioni che si possono fare. Condividere le idee, pubblicando la propria proposta in una delle categorie individuate e aprendo il dibattito; proprio la discussione è il secondo intervento possibile perché «sotto ciascun argomento puoi visualizzare le idee presentate da altri, tradotte nella tua lingua. Puoi anche mostrare il tuo sostegno o partecipare alla discussione con le tue osservazioni». Terzo step la partecipazione a uno degli eventi organizzati in tutto il Vecchio continente, virtuali o in presenza, che è possibile cercare nella mappa interattiva presente sul portale della Conferenza; ultimo passaggio l’organizzazione diretta di un evento, seguendo le istruzioni riportate.
    AREE Gli ambiti tematici individuati sono nove, gli stessi su cui si sta concentrando l’azione dell’Unione, in primo luogo cambiamento climatico e ambiente, quindi salute, «un’economia più forte, giustizia sociale e occupazione», il ruolo dell’Ue nel mondo, «Valori e diritti, Stato di diritto, sicurezza», trasformazione digitale, democrazia europea, migrazione, «Istruzione, cultura, gioventù e sport». Per le discussioni che non rientrano in questi settori c’è un’ultima sezione dedicata alle «Altre idee». A tirare le fila della discussione saranno 4 “panel” di cittadini, ognuno formato da 200 persone selezionate in maniera casuale nel numero di un uomo e una donna per ciascuno stato membro – di cui un terzo formato da under25 – i quali potranno partecipare anche alle sessioni della plenaria.
    SOLO PAROLE? Nelle intenzioni delle istituzioni comunitarie non dovrebbe trattarsi solo di tante agorà in cui enunciare grandi principi e dichiarazioni d’intenti, ma si attende un impatto effettivo e misurabile sul funzionamento dell’Unione. L’attività della piattaforma digitale alimenterà i panel tematici, che a loro volta prepareranno il materiale su cui si baserà l’assemblea plenaria, di cui fanno parte insieme a 108 rappresentanti dell’Europarlamento, 54 del Consiglio, 3 della Commissione, 108 dei parlamenti nazionali, 18 del Comitato delle regioni, 18 del Comitato economico e sociale, 8 delle parti sociali e 8 della società civile. Proprio la plenaria formulerà delle raccomandazioni vincolanti «a cui l’Unione dovrà dare seguito», come precisa l’articolo 5 del regolamento della Conferenza, e per di più «un seguito efficace» (art 23).

    «La conferenza sul futuro dell’Europa è un processo “dal basso verso l’alto” – hanno scritto David Sassoli (Europarlamento), António Costa (Consiglio europeo) e Ursula von der Leyen (Commissione) – incentrato sui cittadini, che consente agli europei di esprimere la loro opinione su ciò che si aspettano dall’Unione europea. Conferirà ai cittadini un ruolo più incisivo nella definizione delle future politiche e ambizioni dell’Unione, di cui migliorerà la resilienza».

    TAPPE Dopo la prima sessione plenaria dello scorso 18 giugno, i prossimi appuntamenti saranno nella seconda parte di settembre per le prime riunioni dei panel, che proseguiranno in ottobre, quando ci sarà una nuova seduta della plenaria. Le attività proseguiranno da novembre a gennaio quindi ci si avvierà alla conclusione dei lavori, prevista il 18 e il 19 febbraio o l’11 e il 12 marzo.

    Giuseppe Del Signore

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