Next Generation / Governance e riforme i nodi da sciogliere per il Piano

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Il Governo ha fino al 30 aprile per consegnare il Pnrr e per risolvere le criticità che lo accompagnano. Che sono palesi, perché lo stesso commissario europeo agli Affari economici Paolo Gentiloni ha chiarito che

come quello di altri paesi, il Piano deve ancora essere discusso e rafforzato con un occhio alle riforme, le raccomandazioni-paese, i dettagli sul calendario e gli obiettivi che vogliamo raggiungere

Insomma, «una base molto buona, ma dobbiamo lavorare per rafforzarla, non vale solo per l’Italia, ma per tutti». In quale direzione?

ALLA GUIDA Il primo passo è chiarire quale sarà la governance, come saranno distribuite le responsabilità politiche e operative, ma anche il monitoraggio. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva in mente una maxi struttura direttamente alle sue dipendenze e con persone di sua fiducia, una soluzione che è stata cassata dagli stessi partiti che sostengono la maggioranza perché paventava il rischio di costruire strutture parallele al di fuori del perimetro costituzionale, esautorando i ministeri. Al momento sono due le proposte che godono di maggiore credito, la prima è avanzata da Assonime e prevede l’istituzione di una commissione dedicata al monitoraggio e al coordinamento dipendente da Palazzo Chigi, che sarebbe guidata da un ministro con una delega specifica e alla quale farebbero riferimento i responsabili esecutivi identificati nei singoli dicasteri ed enti pubblici coinvolti. La seconda è di Romano Prodi e indica come cardine il Cipe, che andrebbe rafforzato sia in termini di risorse umane sia in termini di poteri conferiti.

PP Next Generation Italia - Bini Smaghi
Bini Smaghi

QUANDO E COME Il secondo passo è precisare tempi, modi e progetti, perché al momento le sei missioni mantengono un’eccessiva vaghezza. Non ci sono cronoprogrammi eccezion fatta per alcuni casi in cui sono di massima e appena abbozzati, come ad esempio per il capitolo dedicato all’agricoltura, non sono dettagliati gli strumenti, che al massimo sono identificati come incentivi, bonus, rimborsi, piani di assunzioni, e non sono presenti i progetti, come ha sottolineato l’economista Lorenzo Bini Smaghi. Anche il reclutamento del personale, che dovrebbe portare a superare il blocco del turn over nella Pa, appare indeterminato, col rischio di aprire la ricerca per posizioni professionali anche molto specifiche e scoprire che nessuno può accedervi perché pochi hanno la formazione richiesta e ancora meno desiderano impegnarsi nel pubblico, settore in cui il grave deficit di merito impedisce la progressione di carriera che è possibile nel privato.

RIFONDAZIONE Una situazione a cui il Governo promette di porre rimedio e che rientra tra le riforme che devono accompagnare il Pnrr, come ha ribadito lo stesso Gentiloni a nome della Commissione europea.

Giustizia amministrativa, fisco, Pa, sistema degli appalti, welfare e ammortizzatori sociali, semplificazione burocratica, promozione della concorrenza

PP Next Generation Italia - Cottarelli
Cottarelli

sono le principali aree d’intervento, che erano in gran parte già citate nel “patto di legislatura” su cui è nato il “Conte 2” nel 2019, ma che sono abbozzate, ancora da presentare, in una parola in ritardo, come sottolineano lo stesso Bini Smaghi e il collega Carlo Cottarelli. Secondo quest’ultimo alcune delle strategie indicate nel Next Generation Italia sarebbero insufficienti, perché ad esempio la digitalizzazione non sarebbe sufficiente per riformare la Pa e nella giustizia occorrerebbe far riferimento anche alle carenze di gestione. Altri commentatori si chiedono perché separare “innovazione” (missione 1) e “ricerca” (4) oppure “mobilità” (2) e “infrastrutture” (3).

Gds

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