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martedì, Dicembre 7, 2021
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    Nuova sanità, Lisi: «Medici siano al centro»

    La sanità del futuro tra dubbi e speranze. Sono tante le aspettative che si associano alle riforme previste dal Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e in particolare dalla missione 6, dedicata alla salute, su cui si innesta la riforma del sistema sanitario lombardo, tuttavia restano alcune incertezze. Il provvedimento presentato dall’assessore regionale al Welfare Letizia Moratti segue le linee guida previste per il rilancio della sanità territoriale uscita provata dalla sfida della pandemia, ancora in corso, a partire dall’introduzione di Ospedali e Case della comunità. I fondi usati saranno quelli stanziati dall’Unione europea e serviranno anche per aumentare le assunzioni nei prossimi tre anni. Ne uscirà rafforzato il ruolo che avranno i medici lombardi. A rispondere ad alcune domande Claudio Lisi su come cambierà la professione, presidente dell’Ordine dei medici di Pavia.

    Come cambierà il ruolo dei medici dopo le riforme del Pnrr? «Al di là degli aspetti più tecnici, di certo importanti, ma ancora da approfondire, il Pnrr potrebbe essere un’opportunità storica per ridare dignità alla professione medica. Pensiamo all’immagine dei potenti della Terra riuniti al G20 insieme ai sanitari italiani: l’applauso che ha accolto i medici è stato un momento dall’alto significato simbolico, un gesto con cui le persone più influenti del mondo hanno espresso un riconoscimento universale al valore della nostra professione»

    Cosa ci si aspetta dalla riforma del sistema sanitario lombardo? «Anche la riforma della legge regionale 23 della Lombardia sarà un momento importantissimo per ridefinire la professione medica. È ancora presto per entrare nei dettagli, perché molti aspetti sono ancora in via di definizione. Di certo la pandemia e tutto quello che ne è seguito hanno dimostrato che i medici non sono burocrati o meri esecutori di procedure, ma che la loro è una professione intellettuale che non può essere controllata da chi li considera solo un costo»

    Peserà di più la riforma del sistema sanitario lombardo oppure no? «Entrambi gli aspetti saranno importanti. Non dobbiamo dimenticarci, infatti, che la crisi determinata dal Covid-19 ha messo a nudo fino in fondo la debolezza del nostro sistema sanitario e la poca lungimiranza della politica nel volerlo trattare come un’entità essenzialmente economica e alla ricerca soltanto del risparmio, trascurando il fatto che la salute non è un mero beneficio accessorio ma un investimento con alti rendimenti, sia sociali che economici»

    Che ruolo avranno i medici di medicina generale in questi cambiamenti? «Un ruolo certamente importante, anche se resta ancora da verificare la ventilata ipotesi del passaggio alla dipendenza e la loro eventuale funzione in quelli che saranno gli Ospedali della salute e le Case di comunità»

    Come si integreranno i medici con queste nuove strutture? «Resta ancora da chiarire anche come verrà modulata la presenza dei medici negli Ospedali della salute e nelle Case di comunità, e soprattutto se ci sarà un congruo numero di sanitari (sia medici sia infermieri) per coprire le necessità di organico di queste strutture».

    Rossana Zorzato

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