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martedì, Dicembre 7, 2021
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    HomePrimo pianoNuovo ponte sul Ticino, riapre il cantiere

    Nuovo ponte sul Ticino, riapre il cantiere

    Ripartiti i lavori per completare il ponte sul Ticino. Martedì mattina il presidente della Provincia, Vittorio Poma, e il consigliere provinciale vigevanese Emanuele Corsico Piccolini hanno presentato il nuovo cantiere per il completamento dell’infrastruttura, insieme ali architetti Roberto Di Ramio e Giuseppe Luciani, rispettivamente direttore tecnico e presidente del consorzio Pangea di Pescara (la società che riunisce una ventina di imprese e che si è aggiudicata l’appalto per i 23 metri mancanti, firmando il contratto in settembre), il capo cantiere Carlo Bariggi, la responsabile del procedimento Barbara Galletti e il direttore dei lavori Marco Funari. Un’opera che a Vigevano si attende da 10 anni, e per il cui completamento mancano solo poco più di una ventina di metri. «In questi giorni – ha spiegato l’architetto Di Ramio – sembra che qui non si stia lavorando, ma in realtà dobbiamo partire consolidando quanto già realizzato prima, poi poseremo i nuovi manufatti». E il presidente Luciani aggiunge: «Pensiamo che la prima gettata di calcestruzzo ci sarà nella prima settimana di dicembre: tra una decina di giorni si dovrebbero vedere i primi risultati anche dall’esterno». Come ha trovato Pangea il cantiere fermo da un anno? «In buone condizioni. – spiega Luciani – Abbiamo solo dovuto superare un po’ di diffidenza pregressa per cercare di coinvolgere gli attori dell’appalto precedente». Presente anche il sindaco Andrea Ceffa: «Ora abbiamo un commissario, sono stati fatti passaggi importanti, ma siamo ancora qui a discutere se avere ai piedi del ponte una “non strada”, perché l’attuale non si può certo definire una strada adatta a questa infrastruttura. Questo ponte non è fine a se stesso. Oggi sarebbe più che mai inconcepibile quindi che la parte di strada che va verso Malpensa e passa per Abbiategrasso fosse ancora osteggiata». Un concetto ribadito dal presidente Poma: «Questo ponte non serve per andare da Vigevano ad Abbiategrasso ma vuole essere sia l’opportunità per realizzare il raddoppio della ferrovia per la tratta Mortara-Milano sia un collegamento più rapido con Malpensa, essendo citato nella legge denominata “Malpensa 2000”. Entro la fine di settembre 2022 saranno ultimati i metri mancanti». Per quanto riguarda le opere di connessione con Vigevano e con Ozzero esistono due progetti esecutivi, per uno dei quali può già partire la gara d’appalto. «È valutato circa 800mila euro più spese – spiega Vittorio Poma – ed è finalizzato a sistemare l’ex area dell’impresa Bocca: non servirà una bonifica, ma basterà la rimozione delle parti compromesse. Per il secondo progetto esecutivo, però, le cose andranno un po’ più per la lunga, perché servirà una conferenza di servizi. Quel progetto inoltre costa 6 milioni e 400mila euro, al netto delle spese, e in Provincia non abbiamo tutti quei soldi. Il motivo va cercato nei costi di gestione del ponte e di reperimento delle materie prime: solo quest’anno, in cui i lavori sono rimasti fermi, il cantiere del ponte ci è costato un milione e 300mila euro di gestione. Possiamo però essere ottimisti a seguito all’intesa che abbiamo stretto a maggio con Anas, che si è detta disponibile a trattare per coprire i 4 milioni mancanti».
    Da Andrea Ceffa un ringraziamento al presidente uscente della Provincia: «Abbiamo avuto un rapporto franco su tanti temi, che ci ha sempre consentito di fare un passo avanti anche quando saremmo stati costretti a farne due indietro, e non ci siamo mai posti in condizioni conflittuali».

    Davide Zardo

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