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lunedì, Giugno 14, 2021
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    Ponte, 24 mesi per trovare chi completerà gli ultimi 23 metri

    Quest’estate si aprirà una stagione nuova per il ponte del Ticino: quella che, si spera, potrebbe essere l’ultima. Riaprirà nel mese di giugno il cantiere per il completamento del viadotto che unirà la sponda ducale del Fiume Azzurro a quella milanese; a svolgere i lavori, ed è novità di questi giorni, sarà probabilmente un consorzio abruzzese, con sede a Pescara, che aveva partecipato alla manifestazione d’interesse indetta dalla Provincia di Pavia nel gennaio scorso e, successivamente, si è aggiudicato il bando per la realizzazione dell’opera.

    Sua l’offerta più vantaggiosa tra le sei presentate, quasi il 30% di euro in meno rispetto alla base di 5 milioni di euro, parte dei quali potranno così essere reinvestiti in opere accessorie e migliorative. Al momento all’aggiudicazione mancano però i crismi dell’ufficialità: sebbene la procedura possa dirsi virtualmente conclusa (la scadenza dei termini era quella dello scorso 21 aprile) è necessario ancora qualche dettaglio burocratico per avere l’ok ufficiale, con gli uffici di Piazza Italia che stanno lavorando per verificare la effettiva regolarità di tutta la documentazione presentata. «In caso di documentazione regolare – conferma Emanuele Corsico Piccolini, consigliere provinciale in quota Pd – si procederà all’assegnazione in tempi brevissimi».

    La storia decennale del ponte ha abituato a improvvisi colpi di scena, tanti quanti in un serial Netflix, ma di gran lunga meno avvincenti, stavolta però il più sembra fatto, con i ben informati che sono certi della riapertura del cantiere entro un paio di mesi. Dal via ai lavori, la società appaltatrice avrà 364 giorni di tempo per completare l’infrastruttura nella sua interezza: per la precisione, da realizzare restano 23 metri d’impalcato tra una sponda e l’altra, le finiture stradali, due “belvedere” al centro del ponte e le opere idrauliche sul tratto di fiume interessato dai lavori.

    Vigevano cartello ponte Ticino
    ponte sul Ticino

    Con gli operai di nuovo al lavoro sul cantiere dell’infrastruttura, sarà possibile anche riprendere in mano la questione della viabilità di raccordo, per la quale la Provincia aveva deciso di procedere con un bando separato ma la cui procedura non è stata ancora formalmente avviata. Un piccolo ritardo causato dal passaggio ad Anas della ex statale 494, dove il ponte si innesterà sulla sponda milanese, ma che a conti fatti non modificherà i piani della Provincia. «La 494 è stata trasferita ad Anas – spiega Corsico Piccolini – in attesa di chiudere i verbali di consegna, Anas lascerà però alla provincia di Pavia la gestione dell’appalto, con l’iter che sarà sviluppato nei nei prossimi mesi. La Provincia dunque gestirà per intero l’appalto anche per quanto riguarda la parte milanese della viabilità, come da accordi presi con l’Azienda».

    Il progetto della viabilità di raccordo è stato assegnato allo studio veneziano Faber e Milan: la strada, dal lato vigevanese, si innesterà sulla rotonda di corso Milano e, tramite un “corridoio” sopra l’area ex Bocca (da risanare prima di iniziare i lavori) giungerà al viadotto. I tempi di completamento previsti sono di circa un anno, con la conclusione stimata entro l’estate del 2022 in parallelo con il ponte vero e proprio, e dovrebbe abbinarsi alla realizzazione di raddoppio, “superstrada” e pista ciclabile con l’Abbiatense, strettamente connesse al nuovo collegamento fra le due rive del Fiume Azzurro, ma molto più in divenire.

    Alessio Facciolo

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