Povertà / Il carovita visto dagli occhi di una famiglia

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Le famiglie italiane sono strette nella morsa del carovita, una situazione che per ora sembra destinata a protrarsi nel tempo col ritorno dell’inflazione dopo quasi trent’anni di assenza.

A contribuire all’ondata inflazionistica sono i notevoli rialzi legati alle materie prime, sempre più difficili da procurare, che portano a un inevitabile e doloroso aumento della vita, soprattutto a spese dei cittadini, che non possono rinunciare all’acquisto di beni di prima necessità.

Un esempio su tutti il grano ucraino e russo, bloccato nei porti per la guerra o per le sanzioni, col risultato di far aumentare il prezzo di tutti i derivati alimentari, dal pane alla pasta. Questi ultimi anni inoltre hanno radicalmente cambiato il modo di vivere delle famiglie, prima con la crisi sanitaria legata alla pandemia e ora con una grave crisi economica che sta erodendo i risparmi degli italiani.

RINCARI «I nostri risparmi non hanno visto un aumento effettivo da anni ormai – racconta Riccardo Callegari, che vive con la moglie Stefania e i figli Diego e Yuri – quello che entra esce praticamente subito e la situazione di rincari non fa che peggiorare un momento già di per sé fragile, essendo il mio l’unico stipendio in casa». A ricevere gli aumenti più pesanti sono stati quei prodotti a cui non è possibile rinunciare, primo fra tutti il reparto alimentari, che vede il carrello delle famiglie sempre più caro e vuoto.

La spesa, e in generale tutte le cose di primaria importanza, sono i contesti in cui abbiamo riscontrato gli aumenti più alti – commenta Stefania Signoretto – il che ha reso ormai impossibile anche gli acquisti quotidiani come frutta, verdura e pane, senza contare i folli aumenti di diesel e benzina.

Riccardo e Stefania Callegari con Diego e Yuri

CAMBIAMENTI Il carovita comporta una reazione a catena che si ripercuote su tutte quelle che sono le abitudini di un nucleo famigliare, soprattutto se con figli. «Una delle prime cose a cui abbiamo dovuto rinunciare quest’anno – continua Stefania – sono state le vacanze, il che ci è dispiaciuto molto soprattutto per i nostri figli che hanno bisogno di potersi svagare, soprattutto dopo i due anni di pandemia e didattica a distanza. Nonostante tutto, riusciamo a fargli praticare attività sportiva grazie anche all’aiuto del comune di Cassolnovo, dell’associazione Cassolese e ai “Pensieri Divergenti” che stanno facendo tanto per i ragazzi e per lo sport, andando incontro a quelle che sono le esigenze delle famiglie». Tempi quelli che stiamo vivendo che si cerca di contrastare con piccoli, ma grandi gesti. «Anche la scuola rappresenta un costo da non sottovalutare – racconta Riccardo – molti dei libri di testo cerchiamo di comprarli usati e di rivenderli non appena termina l’anno scolastico e stessa cosa anche per i vestiti che, a volte, riusciamo a scambiare con compagni di scuola o parenti, così da poter evitare ulteriori costi e sprechi».

Rossana Zorzato

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