Povertà, la testimonianza / «Due stipendi sono appena sufficienti»

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La testimonianza di Ilaria Rossi (nome di fantasia), madre e dipendente del Calzaturificio Elle Zeta di Gravellona, è l’occasione per capire in che modo i lavoratori poveri si ritrovano ad essere quasi sopraffatti dall’aumento dei prezzi di prima necessità e dal caro bollette. «Non è certo una novità che in Italia, gli stipendi siano in media tra i più bassi a livello europeo – evidenzia Ilaria Rossi – io vivo con mio figlio e mio marito: in tre percepiamo due redditi, uno dei quali viene integralmente utilizzato per far fronte all’acquisto di beni di prima necessità e pagamento delle bollette, mentre il secondo è impiegato nella gestione delle necessità quotidiane fino allo stipendio successivo».

L’AUMENTO DELLE SPESE La diffusione del Covid-19 a partire dall’inizio del 2020 ha messo alla dura prova la sopravvivenza di molte realtà lavorative. «La situazione della nostra famiglia ha conosciuto un momento di difficoltà durante il lockdown, quando il lavoro era ovviamente fermo – racconta Ilaria Rossi – e la cassa integrazione che non sempre veniva pagata in modo puntuale». In quel periodo, la famiglia di Ilaria Rossi ha potuto contare su una sola entrata. «Non ci sono sempre stati due stipendi in casa, e quando c’era un solo reddito a disposizione, risultava oggettivamente ancora più difficile riuscire ad arrivare allo stipendio successivo, per cui si faceva fronte alle bollette magari anche rateizzandole e solo alle altre spese strettamente necessarie». Ilaria Rossi, ad ogni modo, non ha mai richiesto o ricevuti aiuti di alcun tipo da parte delle istituzioni.

Povertà Rapporto Caritas - Assistiti per mobilità intergenerazionale e territorio
Assistiti per mobilità intergenerazionale e territorio (“L’anello debole”, Rapporto Caritas 2022)

NESSUN AIUTO «Non percepisco il reddito di cittadinanza e non ne ho fatto richiesta – spiega – ho sempre lavorato con contratti regolari. La famiglia in cui sono cresciuta non riceveva aiuto e sussidi da enti o istituzioni». Il rincaro bollette e l’inflazione non incentivano certo le persone a provare a mettere su famiglia. «Per le giovani coppie, al giorno d’oggi, è oggettivamente difficile pensare al mantenimento di un figlio: costo ovviamente aggiunto al mantenimento del tetto coniugale, con un solo reddito a disposizione. Purtroppo, il problema più grosso per le famiglie è rappresentato proprio dal costante e progressivo aumento della vita e dei beni di prima necessità». Riuscire a far fronte a tutte le spese non è cosa da poco, nemmeno per coloro che hanno la certezza di una collocazione lavorativa.

Edoardo Varese

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