Qualità della vita: in provincia di Pavia migliora

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In provincia di Pavia la qualità della vita è “accettabile”, in miglioramento tra luci e ombre.

Il territorio pavese si classifica al 49esimo posto nella classifica stilata da ItaliaOggi e Università La Sapienza,

una collocazione a metà della graduatoria tra le 107 realtà prese in esame tra l’eccellenza di Parma, Trento e Bolzano e le difficoltà di Foggia, Napoli e Crotone, quest’ultima la peggiore in assoluto. L’ultima edizione (che prende in considerazione le performance del 2020 e del 2021) vede Pavia migliorare di quattro posizioni rispetto alla precedente.

L’INDAGINE Il gruppo coordinato dal professor Alessandro Polli, membro del Dipartimento di scienze sociali ed economiche dell’ateneo romano, prende in considerazione 9 dimensioni articolate in 16 sottodimensioni e 82 indicatori di base.

Le macro aree esaminate sono “affari e lavoro”, ambiente, “reati e sicurezza”, sicurezza sociale, popolazione, “istruzione e formazione”, sistema salute, Tempo libero, “reddito e ricchezza”.

Secondo l’ultima rilevazione oltre 22.2 milioni di italiani

vivono in territori contraddistinti da una qualità della vita scarsa o insufficiente, contro i 25.6 della passata edizione, pari al 42.5% della popolazione

un dato positivo che si affianca tuttavia all’aumento di quanti si trovano solo nell’ultima fascia, in quanto il 24.3% della popolazione nazionale risiede in aree in cui il tenore di vita è considerato inadeguato a fronte del precedente 20.5%. La mappa disegnata da ItaliaOggi segue alcune tendenze storiche della condizione socio-economica della penisola, con un Nord in cui i livelli sono per lo più “buoni” o “accettabili”, un Centro che si colloca leggermente al di sotto e un Sud che vede ampie aree di sofferenza, ma a partire dal 2020 i ricercatori hanno introdotto anche una classificazione per cluster con «province caratterizzate da un’elevata similarità» per uscire dalla contrapposizione classica settentrione-meridione ed evidenziare altre dinamiche. Ecco allora che Pavia è raggruppata in quello “Padano”, che va dal Ticino alla laguna veneta, includendo anche aree di pianura dell’Italia centrale e meridionale. Le province piemontesi viciniori formano invece nell’asse della via Francigena, che si spinge fino in Toscana, mentre fanno storia a sé i grandi centri urbani (“Metropoli”); chiudono lo schieramento la zona “Adriatica” e quella “Mediterranea”.

CONTESTO PAVESE In realtà scorrendo la classifica la provincia di Pavia si presenta omogenea rispetto ai territori circostanti, tanto quelli occidentali della Lombardia quanto quelli orientali del Piemonte, tutti con un livello “accettabile” eccezion fatta per Alessandria, una delle tre aree del nord-ovest a essere individuata come “scarsa” (le altre due sono in Liguria). A livello regionale Pavia è nona, precedendo di poco Lodi (50esima) e Varese (53esima), ma soprattutto Como, in caduta libera dal 17esimo al 62esimo posto. Il miglioramento pavese è frutto soprattutto dei passi avanti fatti nei settori sistema salute, dalla 28esima alla 18esima piazza, sicurezza sociale, dall’86esima alla 56esima, “istruzione e formazione”, dalla 43esima alla 29esima. Il primo in particolare è l’unico in cui la Provincia raggiunge una qualità “buona”, mentre per il secondo e il terzo è “accettabile”, stesso livello ottenuto per “affari e lavoro”, “reati e sicurezza”, “reddito e ricchezza”. Le criticità sono invece ambiente (50esima posizione, in peggioramento di 16), popolazione (100esima, una delle dieci peggiori), tempo libero (73esima).

GLI INDICATORI Per comprendere cosa premia e cosa penalizza di più il territorio occorre scendere alla quota dei singoli parametri. La provincia di Pavia brilla per la ridotta disoccupazione (5.42%; posizione 20), la presenza di aree pedonali (88.20 metri quadri ogni cento abitanti; 7) e piste ciclabili (62.9 chilometri ogni cento chilometri quadrati; 24), per l’incidenza ridotta di omicidi colposi (1.64 ogni centomila abitanti; 14), reati connessi agli stupefacenti (38.29; 17) o a sfondo sessuale contro minori (0.91; 9), per la quota di diplomati (70%; 18) e di quanti sono in formazione continua tra i 25 e i 64 anni (8.8%; 17), per gli immigrati ogni mille residenti (38.25; 2), per il numero di radioterapie ogni centomila (1.12; 8), per la ricchezza patrimoniale pro capite (201889.1 euro; 14), mentre è in affanno per quanto riguarda numero di imprese ogni centomila abitanti (86.2; 92), superamenti delle soglie di PM2.5 (105, terzultima) e PM10 (100), tentati omicidi (2.01 ogni 100mila cittadini; 82), furti d’auto (88.8; 82), furti in appartamento (422.64; 97), suicidi (9.15; 82), morti per tumore ogni cento decessi (28.9; 82), emigrati ogni mille residenti (38.25; 105), deceduti ogni mille residenti (17.28; 100), numero di alberghi per centomila abitanti (11.15, 97), cinema (0.73, 99), prezzo al metro quadro di un appartamento nuovo in zona semicentrale (2212.5 euro; 95).

Giuseppe Del Signore

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