Provinciali / Mura (Lega): «Mai vista una cosa del genere»

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Il voto per le provinciali fa discutere la politica vigevanese anche a urne chiuse. «Se si fosse votato per alzata di mano, Bargigia avrebbe vinto col 67% circa dei voti».

Il consigliere regionale della Lega Roberto Mura non festeggia una vittoria, ma riflette su una pagina del suo partito che, afferma, «mi lascia l’amaro in bocca, perché in 30 anni non avevo mai visto una cosa del genere». E respinge l’accusa di essere tra i mandanti di una ribellione: «Non esiste nessun ”partito di San Genesio” – dichiara – Esistono delle persone, non soltanto il sottoscritto, Angelo Ciocca e Fabrizio Fracassi, che non hanno condiviso il metodo che ha portato alla candidatura di Palli. Ci voleva più condivisione. Il risultato è stato che Palli ha “vinto” con uno scarto di meno di un consigliere delle grandi città e che ci sono delle contestazioni sulla modalità in cui si è svolto il voto». Un match che lascia delle questioni aperte, Mura non si nasconde, perché

questo è stato un terremoto forte, bisognerà definire un nuovo punto d’equilibrio nell’interesse dei cittadini.

Il nuovo equilibrio potrebbe vederlo lontano dalla Lega per scelta o perché espulso? «Io ho in tasca due tessere, quella della Lega Nord e della Lega per Salvini Premier, l’anno prossimo festeggerò 30 anni di militanza. Non so se qualcuno vuole istruire un procedimento disciplinare per espellere me, Ciocca o Fracassi ovvero un consigliere regionale, un eurodeputato e un sindaco di capoluogo».

CITTA’ AL CENTRO Nello stesso partito arriva una lettura diversa da Vigevano e in particolare dal commissario cittadino ed ex sindaco Andrea Sala.

Abbiamo assistito – puntualizza – a un tentativo di inciucio provinciale. Il fatto che il Pd non abbia presentato un candidato presidente per poi fare andare i voti da una certa parte dice che siamo andati oltre la logica politica a cui siamo abituati e che tutto è stato pianificato attentamente

Sala punta il dito soprattutto contro il centrosinistra perché «il Pd ha dimostrato di essere un partito senza una bussola e non solo a livello comunale. Se un partito dimostra di avere tanti voti su una lista, eleggendo 4 consiglieri, e poi li porta a casa d’altri, vuol dire che non c’è una strategia. E’ un segno di debolezza che lascia ben sperare per il centrodestra pavese». Non manca la delusione per la mancata elezione di Ghia, che non ha avuto il voto di tutto il gruppo di maggioranza vigevanese. «Pensavamo bastassero i numeri di Vigevano, come è stato per la presidenza, e non ne abbiamo cercati altri. L’alta affluenza ci ha colti impreparati, ma la cosa brutta è la presenza di un franco tiratore all’interno della Lega, manca un voto; capisco il libero arbitrio, ma la lealtà avrebbe imposto di dichiarare apertamente il dissenso. Anche perché questo è un voto sottratto a Vigevano, non a Ghia». Non teme un deficit di rappresentanza? «Il consiglio provinciale ha funzioni ridotte e alle prossime amministrative ci sarà una rotazione dei consiglieri non confermati. In ogni caso la cosa importante è che Vigevano è stata protagonista di queste elezioni e il presidente Palli ne ha riconosciuto l’importanza strategica».

Vigevano Forza Italia - Alessandro Rubino
il segretario di Fi Rubino

GLI ALLEATI Di certo il confronto interno alla Lega non è piaciuto agli alleati. «Il centrodestra compatto avrebbe avuto una maggioranza larghissima – commenta Claudio Mangiarotti, segretario provinciale di Fratelli d’Italia – ma pur se diviso è stato vincente, più per la sua lista che per il candidato presidente. É chiaro che i dissidenti hanno lavorato in sinergia col Pd e questo porterà a una modifica dello scenario, ma prefigurare qualcosa oggi sarebbe prematuro». Forza Italia si gode un buon risultato, Alessandro Rubino (coordinatore vigevanese) spiega che «ci fa piacere l’entrata della nostra tesserata Daniela Bio, che sarà un punto di riferimento non solo per la Lomellina ma anche per Vigevano, dove non ci sono referenti».

Riguardo alle divisioni della Lega – precisa – preferisco non esprimermi per non entrare in casa d’altri, ma posso solo dire che Forza Italia è sempre stata coerente e continueremo su questa linea.

Elezioni Vigevano 2020 comunali Alessio Bertucci Pd mb
il segretario dem Bertucci

Per quanto riguarda il Pd, il segretario ducale dem Alessio Bertucci afferma che «queste elezioni per Vigevano sono andate molto male. Non aver eletto nessun rappresentante né a sinistra né a destra è un grosso problema in vista soprattutto della gestione dei fondi Pnrr. Ora la sfida è mantenere la coalizione con Pd, M5S e civici, in vista delle elezioni dove voteranno i cittadini». Il consigliere regionale Villani tiene a respingere le accuse di “intelligenza con la Lega”: «Non c’è stata nessuna posizione ufficiale su Bargigia, il voto è stato autonomo da parte dei consiglieri. La vittoria del centrodestra era scontata, con un candidato da una parte e dall’altra, ma come sempre giudicheremo dai fatti. Come centrosinistra siamo soddisfatti, visto che tra Pd e 5 Stelle abbiamo avuto 4 eletti, contro i 2 che erano stati previsti». Tra questi avrebbe potuto esserci la vigevanese Silvia Baldina (M5S), che ha preferito dire no perché «era stato aperto un dialogo, ma non siamo stati convinti della direzione che stavano prendendo le cose e ci siamo sfilati».

G.D.S., A.F., D.Z.

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