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mercoledì, Gennaio 27, 2021
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    Ritorno in classe? Poma (Provincia): «Improbabile e irrealistico»

    Scuole superiori aperte dal 9 dicembre? Non quelle pavesi.

    Due settimane sono poche per preparare il trasporto pubblico al ritorno degli studenti e per ora i “tamponi rapidi” presso gli istituti scolastici e canali ad hoc per il tracciamento dei contagi in aula sono solo un argomento di discussione teorica.

    La proposta del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che intervistato da Lilli Gruber su La7 ha dichiarato «cercheremo di aprirle prima di Natale», ha spiazzato chi sta lavorando per il rientro in classe degli alunni della secondaria di secondo grado. «Credo sia giusto – dichiara il presidente della Provincia Vittorio Poma – che ci si ricordi che la scuola è fatta di aggregazione e non solo di studio individuale»

    ma trovo improbabile e irrealistico tornare in classe prima di Natale

    Il presidente della Provincia di Pavia Vittorio Poma
    il presidente Poma

    «Tutti dicono che occorre usare prudenza – prosegue – che va estesa a tutti i luoghi d’aggregazione, tra cui rientrano anche le scuole che pure adottano tutti i protocolli previsti. Chiedo, è logico andare a scuola per 12 giorni e poi fare la pausa natalizia?». Poma non lo dice, ma l’impressione è quella di una boutade che permetta, al momento della presentazione del nuovo Dpcm, di scaricare la responsabilità del prolungamento del blocco lontano da Palazzo Chigi.

    SCENARIO Intanto si lavora per la ripresa in sicurezza a inizio 2021. «Dal 7 gennaio si può pensare a un rientro – conferma Poma – se le condizioni lo consentiranno soprattutto alla luce di quanto accadrà nel periodo natalizio».

    La legittima aspirazione di tante persone a festeggiare Natale non sarà a somma zero, dobbiamo aspettarci dei contagi in più, anche se speriamo che saranno contenuti

    PATTI CHIARI In vista di questo traguardo la Provincia fa da mediatrice tra le scuole e l’Agenzia regionale per il trasporto pubblico locale, che ha la competenza per gli orari e il numero delle corse attivate per ogni percorrenza. «Una settimana fa – precisa il presidente provinciale – c’è stata una videoconferenza in cui l’Agenzia ha proposto soluzioni per adeguare il servizio, ma prima occorre la garanzia del pieno utilizzo del mezzo. Dobbiamo sapere quante famiglie userebbero i mezzi pubblici in maniera regolare». Insomma si richiede la collaborazione dei cittadini per stimare la domanda, col presidente che ribalta lo schema delle mancanze nella riorganizzazione del servizio perché «purtroppo tutti dicono che il trasporto pubblico non funziona»,

    ma non si può chiedere a un’organizzazione che per sua natura è rigida con orari e itinerari, di adattarsi ai cambiamenti dinamici del contesto sanitario

    la scuola che verrà maturità

    «Servono informazioni, che noi chiediamo alle scuole di raccogliere, la risposta è stata positiva». Una volta raccolte le intenzioni degli utenti sarà possibile realizzare il piano in tempo, ricordando anche che oggi si viaggia col 50% della capienza? «A gennaio il progetto dell’Agenzia regionale avrà preso forma. Avremo anche finito tutti i lavori richiesti di adeguamento locali e allestimento di tensostrutture esterne, per favorire l’attività motoria».

    TEST A SCUOLA Al momento non sono stati fatti passi concreti invece per l’esecuzione di tamponi rapidi nei singoli istituti e per una procedura di tracciamento dedicata ai casi collegati alla scuola. «La Provincia è comunque pronta a fare la sua parte, se servirà metteremo a disposizione la Protezione civile provinciale per la distribuzione dei test alle scuole».

    Giuseppe Del Signore

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