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lunedì, Agosto 8, 2022
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    Siccità / Dal Pnrr 4 miliardi per progetti da realizzare entro il 2026

    Sono poco meno di 4 i miliardi di euro destinati dal Pnrr a prevenire situazioni di emergenza come quella di quest’estate sul fronte della siccità.

    Si tratta di risorse stanziate per ridurre la dispersione idrica, migliorare la capacità di raccolta, razionalizzare le reti

    e che rientrano nella componente 4 della missione 2 dedicata a “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, la più importante delle sei per numero di fondi impegnati. Il capitolo relativo a “Tutela del territorio e della risorsa idrica” prevede 2 miliardi di euro per l’investimento 4.1 “Investimenti in strutture idriche primarie per la sicurezza dell’approvvigionamento idrico”, 0.9 per il 4.2 “Riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua, compresa la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti” e 0.88 per il 4.3 “Investimenti nella resilienza dell’agrosistema irriguo per una migliore gestione delle risorse idriche”. A queste disponibilità occorre aggiungerne altre, più di 400 milioni di euro, rintracciate nell’ambito dell’iniziativa “React-Eu”.

    BANCHE DELL’ACQUA Il primo percorso, che beneficia di una quota parte più ampia, deve garantire «la sicurezza dell’approvvigionamento idrico di importanti aree urbane e delle grandi aree irrigue», «l’adeguamento e mantenimento della sicurezza delle opere strutturali», in un Paese che negli anni è sceso a raccogliere dal 15% all’11% dell’acqua piovana, «una maggiore resilienza delle infrastrutture, anche in un’ottica di adattamento ai cambiamenti climatici in atto». Si prevede di finanziare 75 progetti di manutenzione straordinaria e di potenziamento o completamento di complessi di «derivazione, stoccaggio e fornitura primaria» esistenti. Rientrano tra questi anche gli invasi richiesti a gran voce da Coldiretti e Anbi – l’Associazione dei consorzi di bonifica – che tuttavia ne propongono la realizzazione di nuovi, chiedendo al Governo di rimuovere il vincolo previsto dal Pnrr. Nel 2023, stando al cronoprogramma di partenza, ci sarebbe dovuta essere l’aggiudicazione ed entro il 2026 il fine lavori, ma può darsi che con l’emergenza si cerchi di accorciare i tempi in modo da mettere in campo qualche strumento in più per la prossima estate.

    03 PP Siccità - trattore acqua
    trattore usato per l’irrigazione in Lomellina

    COLABRODO Il secondo percorso mira a risolvere un problema annoso degli acquedotti italiani, la dispersione, che a livello nazionale raggiunge il 41% e che in provincia di Pavia si colloca intorno al 20%. Il 35% delle tubature italiane ha tra 31 e 50 anni, cioè è nella fase conclusiva del suo tempo di vita (mezzo secolo) e il tasso di rimpiazzo attuale è insufficiente, 0.39% contro il 2% che è il target da raggiungere. Anche in questo caso l’assegnazione delle gare era prevista nel 2023 con chiusura entro il 2026, si cercherà di accelerare.

    MISURARE Il Governo era stato profetico nella versione estesa del Pnrr presentata all’Ue: «Lo spettro delle continue crisi idriche, dovute alla scarsità e alla differente distribuzione delle risorse, ha effetti importanti sulla produzione agricola, in particolare dove un’irrigazione costante è una pratica necessaria e una condizione essenziale per un’agricoltura competitiva». L’investimento 4.3 dovrebbe proprio rompere questo circolo vizioso partendo dalla misurazione effettiva dei volumi di liquido usati per irrigare. Oggi in Italia nessuno sa quanta acqua serve davvero all’agricoltura perché non ci sono misurazioni: mancano i contatori quasi ovunque e i prelievi avvengono per lo più a livello di singola realtà agricola, rendendo impossibile stimare il reale fabbisogno idrico del settore, un fatto di cui si sono lamentate anche Istat e Ispra nel corso di un convegno organizzato alla Camera nelle scorse settimane, perché impedisce anche di valutare gli sprechi. L’iniziativa prevede di installare contatori e sistemi di controllo a distanza per il monitoraggio degli usi, unitamente a un miglioramento delle infrastrutture per aumentare la disponibilità d’acqua e la pronta risposta del sistema alle situazioni di stress. Il tutto entro il 2026. In Spagna l’approvvigionamento idrico è monitorato in tempo reale con un controllo capillare sui punti di prelievo, fatto che consente interventi più rapidi e una più efficace risoluzione delle criticità.

    Giuseppe Del Signore

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