Superiori / Maga (Cisl): «Come primaria e medie, andare a scuola si può»

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Riaprire il tavolo prefettizio e includere anche le rappresentanze sindacali per un “Patto per la scuola”. Elena Maga, segretaria generale della Cisl Pavia-Lodi, propone «una collaborazione tra i soggetti interessati che abbia come priorità la ripresa dell’attività in presenza». Un obiettivo che ritiene alla portata perché

fino alla terza media la scuola sta funzionando ed è evidente che non c’è un’ecatombe in atto, i contagi non hanno numeri eclatanti. Andare a scuola si può

Per questo secondo Maga occorre riavviare il dialogo di dicembre tra Prefettura, Provincia, dirigenti scolastici, «si tratta di una buona base di partenza, ma va completata col coinvolgimento dei sindaci delle città principali, dove si trovano le scuole superiori, le aziende di trasporto privato ferme e che potrebbero essere coinvolte, le rappresentanze sindacali della scuola, l’Uts (Ufficio scolastico territoriale) e le organizzazioni confederali che tutelano studenti e genitori». Programmare serve a maggior ragione ora che

si parla di terza ondata e ho paura che dopo il 24 gennaio ci dovremo prendere un altro mese di attesa

Elena Maga (Cisl Pavia)
Elena Maga (Cisl Pavia, a destra)

SOLUZIONI Le strategie secondo la segretaria della Cisl sono da implementare nell’ambito dei mezzi pubblici. «Le superiori – spiega – sono legate al problema dei trasporti. Il primo interesse di questo tavolo deve essere promuovere un servizio più ampio sia come numero di corse sia come quantità di posti disponibili nei medesimi orari. La soluzione trovata al tavolo della Prefettura, con entrate dilazionate, ha diverse criticità sul fronte dell’organizzazione delle scuole». In particola se si considerano «i tecnici o professionali, che hanno orari molto estesi; un ingresso alle 9.30 porta a un rientro a casa nel tardo pomeriggio e dunque a un ostacolo nello svolgere i compiti e lo studio, che sono parte integrante dell’apprendimento». Per uno studente lomellino che frequentasse a Vigevano, questo vorrebbe dire finire le lezioni verso le 16.30 e rientrare a casa verso le 18. E se da un lato si intervenisse sui mezzi e dall’altro lato si riducesse l’ora di lezione a 45 minuti? «Ridurre le unità orarie – commenta Maga – ha come conseguenza diminuire la qualità dell’offerta didattica».

Le lezioni si possono fare anche di 15 minuti, bisogna solo capire che importanza diamo alla scuola

E che spazio resta non solo per le lezioni, ma anche «per poter socializzare, per approfondire o riprendere i concetti, per verificare l’apprendimento».

PROSPETTIVA Già compromesso da quanto accaduto nella scorsa primavera e in autunno. «Non siamo mai partiti al 100% – precisa Maga – e questa situazione sta per compiere un anno, non è né giusto né serio che diventino due quelli persi. Non voglio minimizzare il lavoro fatto dai docenti, che hanno dovuto reinventare una professionalità, né intendo giustificare chi si approfitta di questa situazione perché non deve sfuggire che esiste anche questo aspetto, ma la didattica a distanza non è una soluzione che possiamo estendere all’intero anno scolastico, perciò dobbiamo preparare il rientro». Per ovviare a una delle lacune più gravi di «un anno molto difficile e complesso, che è stato un disastro, ma in cui soprattutto

è pregiudizievole a qualunque programmazione la mancanza di qualunque programmazione da parte di chi ha la responsabilità di farlo

Giuseppe Del Signore

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