Superstrada e fine della legislatura, il progetto può tornare in bilico

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Il progetto definitivo per la tratta C del collegamento Vigevano-Magenta dovrebbe essere approvato entro il 15 agosto.

Ma cosa accadrà dopo se la legislatura dovesse interrompersi precocemente?

Il commissario straordinario Eutimio Mucilli, incaricato di seguire l’opera, prevede il progetto esecutivo per l’appalto del tratto tra il nuovo ponte sul Ticino e Albairate entro la fine dell’anno e la gara d’appalto entro il primo semestre del 2023, con consegna dei lavori e conseguente inizio fissato ad agosto, un passaggio che il territorio del sud-ovest milanese – Vigevano e Lomellina compresi – attendono dalla legge 345 del 1997 “Malpensa 2000” ovvero da un quarto di secolo, ma che sembra raggiungibile solo in virtù del fatto che la strada extraurbana secondaria (non una “superstrada” a quattro corsie, due per senso di marcia, ma un asse viario a due corsie) è stata inserita nell’elenco delle infrastrutture strategiche affidate all’azione commissariale sul modello della ricostruzione del ponte di Genova, una decisione compiuta dal governo presieduto da Mario Draghi.

IN DISCUSSIONE Proprio la Vigevano-Magenta è il simbolo dello stretto legame tra livello locale e nazionale che sembra sfuggire alla politica lomellina. Col ritorno dell’instabilità politica il progetto potrebbe tornare in discussione e ne è consapevole anche il sindaco di Vigevano Andrea Ceffa, che preferirebbe vederlo al sicuro sotto l’attuale esecutivo. «Alcune partite, come la Vigevano-Malpensa, vorrei fossero portate a termine». Del resto nella relazione annuale presentata dal ministero delle Infrastrutture al Parlamento a gennaio si riportava la presenza di «criticità non tali da fermare il processo»; si tratta di una valutazione meramente tecnica, ma dovrebbe fare i conti col mutato clima politico, anche se il primo cittadino su questo si dimostra ottimista e spera che un’eventuale “vacatio” possa consentire di lavorare al riparo da pressioni: «Dal commissario mi sarei aspettato un’azione più incisiva – commenta il primo cittadino – non penso che l’incarico decada insieme al Governo, se dovesse rimanere in carica potrebbe essere un elemento positivo l’assenza per qualche mese della politica».

Gds

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