Ucraina / Il Papa: «La pace è doverosa!»

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Nessuna “tregua pasquale” nel conflitto ucraino e negli altri sparsi per il mondo. Ecco allora che papa Francesco ha deciso di dedicare interamente la benedizione “Urbi et orbi” alla violenza dello «spirito di Caino»:

Anche i nostri sguardi sono increduli in questa Pasqua di guerra – ha detto parlando dalla loggia centrale della basilica di San Pietro – Troppo sangue abbiamo visto, troppa violenza. Anche i nostri cuori si sono riempiti di paura e di angoscia, mentre tanti nostri fratelli e sorelle si sono dovuti chiudere dentro per difendersi dalle bombe

E questo in stridente contraddizione col messaggio della Risurrezione, con Gesù che «viene in mezzo a coloro che lo piangono, rinchiusi in casa, pieni di paura e di angoscia. Viene a loro e dice: “Pace a voi!” (Gv 20,19)».

PP Ucraina - papa Francesco pasqua 2022 Urbi et Orbi

UNA NECESSITA’ Qualcosa di molto distante dalla realtà vissuta dall’umanità, al punto che il Papa si è chiesto se non sia un miraggio. «No – la risposta – non è un’illusione! Oggi più che mai risuona l’annuncio pasquale tanto caro all’Oriente cristiano: “Cristo è risorto! È veramente risorto!”. Oggi più che mai abbiamo bisogno di Lui, al termine di una Quaresima che sembra non voler finire. Abbiamo alle spalle due anni di pandemia, che hanno lasciato segni pesanti.

Era il momento di uscire insieme dal tunnel, mano nella mano, mettendo insieme le forze e le risorse… e invece stiamo dimostrando che in noi non c’è ancora lo spirito di Gesù, c’è ancora lo spirito di Caino,

«che guarda Abele non come un fratello, ma come un rivale, e pensa a come eliminarlo. Abbiamo bisogno del Crocifisso Risorto per credere nella vittoria dell’amore, per sperare nella riconciliazione. Oggi più che mai abbiamo bisogno di Lui, che venga in mezzo a noi e ci dica ancora: “Pace a voi!”».

PP Ucraina - papa Francesco Pasqua 2022 Urbi et Orbi 2

CAMPO LARGO Un appello che guarda alla «martoriata Ucraina, così duramente provata dalla violenza e dalla distruzione della guerra crudele e insensata in cui è stata trascinata», per ampliare l’orizzonte fino a contemplare tutti i conflitti che ammorbano il globo, verso cui quanto accade in Europa «ci renda più solleciti». Ecco allora «sia pace per il Medio Oriente», oltre le divisioni religiose o tra israeliani e palestinesi, oltre la sofferenza dei popoli di Libano, Siria, Iraq, Libia e Yemen, «che soffre per un conflitto da tutti dimenticato con continue vittime: la tregua siglata nei giorni scorsi possa restituire speranza alla popolazione». In Asia la mente corre ad Afghanistan e Myanmar, «dove perdura un drammatico scenario di odio e violenza», mentre in Africa sono tante le aree di conflitto, dall’Etiopia, «afflitta da una grave crisi umanitaria», alla Repubblica democratica del Congo, al Sahel. «Cristo risorto – ha proseguito il pontefice – accompagni e assista le popolazioni dell’America Latina», che spesso sperimentano vere e proprie “guerre sociali” «esacerbate anche da casi di criminalità, violenza, corruzione e narcotraffico». Un percorso verso la rappacificazione che talvolta la stessa Chiesa deve portare avanti: «Al Signore Risorto domandiamo di accompagnare il cammino di riconciliazione che la Chiesa Cattolica canadese sta percorrendo con i popoli autoctoni».

NON ADATTARSI Occorre non assuefarsi alla violenza. «Per favore, per favore: non abituiamoci alla guerra, impegniamoci tutti a chiedere a gran voce la pace, dai balconi e per le strade! Pace!». Perché

la pace è possibile, la pace è doverosa, la pace è primaria responsabilità di tutti!

Giuseppe Del Signore

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