Ucraina / La testimonianza: «La guerra sta spaccando il popolo russo»

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«Quando parlo con alcuni russi che come me sono contro la guerra, sento che non tutto è perduto, anche se la situazione è molto diversa da come lo era a inizio conflitto». Queste le parole di Tatiana Gromova, educatrice e psicologa russa residente a Vigevano che, con grande schiettezza, dà un quadro generale di quello che ora è il clima nel suo paese d’origine, una situazione che sembra ben lontana dalla tanto sperata pace. L’Araldo aveva intervistato Gromova nove mesi fa, all’inizio dell’operazione militare, dallo smarrimento iniziale il popolo russo sembra essere passato alla costernazione.

Tatiana Gromova
Tatiana Gromova

PROPAGANDA «Le cose sono cambiate molto da inizio guerra – racconta Gromova – soprattutto se analizziamo due aspetti principali ovvero propaganda e mobilitazione. Le persone ascoltano e credono senza riserve, soprattutto gli anziani nati e cresciuti nella vecchia Unione Sovietica hanno un diverso modo di percepire l’informazione e di farla loro». Non è per pura e semplice paura, ma si tratta infatti di un’abitudine per alcuni cittadini russi quella di credere incondizionatamente alla propaganda dello stato, una situazione frutto di una crescita in cui l’individuo non ha altra scelta se non quella del pensiero unico. «Con i miei occhi – prosegue l’educatrice – ho visto come lo stato totalitario cambi la psicologia delle persone, trasformando il loro modo di pensare nel corso degli anni e quindi facendoli crescere in un mondo già definito a priori». Tuttavia non tutti si ritrovano a condividere l’opinione calata dall’alto, infatti molte sono le fratture all’interno della stessa nazione. «La società russa – continua Gromova – attualmente presenta molte divisioni al suo interno, non solo tra generazioni diverse»,

ma anche tra membri della stessa famiglia, dove si oppongono coloro contrari alla politica dello stato e i sostenitori del conflitto ucraino

Ora anche protestare risulta più complicato, lo stato ha preso alcuni provvedimenti per introdurre ulteriori restrizioni. «In questi mesi – racconta la psicologa – sono state approvate leggi repressive, per cui si puà essere condannati a una pena dai 5 ai 10 anni di carcere, ma questo non ha fermato i cittadini russi che si oppongono alla guerra e che hanno trovato nuovi modi per aggirare la censura e far arrivare i loro messaggi di protesta, aggirando la nuova legge».

05 PP Ucraina - proteste Mosca
proteste a Mosca all’inizio della guerra (fonte The Guardian)

MOBILITAZIONE Uno dei punti che ha più cambiato la situazione russa è stata la «mobilitazione parziale», un passaggio che ha chiarito alla popolazione come la «operazione speciale», come la chiama il Cremlino, e può toccare chiunque. «Portano biglietti di reclutamento a tutti gli uomini, anche fuori dalle metro – spiega Gromova – e purtroppo quelli che non conoscono a fondo i loro diritti, tendono ad accettare per paura di qualche problema con la polizia; mentre i più coraggiosi sono andati via dalla Russia, una cifra difficile da stabilire». Più difficile un rapporto riappacificato tra i popoli e una fine imminente della guerra. «Quelli che vorrebbero la pace stanno aumentando – conclude Gromova – si parla di solo il 30% dei russi che vorrebbe continuare la guerra, ma la pace con l’Ucraina dipende da come e quando finirà questo conflitto e soprattutto a quali condizioni per entrambi i popoli».

Rossana Zorzato

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