Un pezzo del raddoppio nel Next Generation, Mimoal: «Poco coraggio»

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In tutto 120 milioni di euro per realizzare il raddoppio ferroviario da Albairate ad Abbiategrasso. A tanto ammonta il finanziamento appena inserito all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza, trasmesso in questi giorni all’Ue.

Nel pacchetto di risorse da 62 miliardi destinati al Ministero delle infrastrutture compare anche il primo tratto del raddoppio della Milano-Mortara

che oggi, grazie alla copertura finanziaria, si può sperare di vedere realizzato entro il 2026, data limite anche per tutte le altre opere del Pnrr. Di fatto si tratterà di un prolungamento della S9 capace di dare ossigeno alla vetusta Mi-Mo, sgravandola da una fetta dei pendolari diretti verso Milano.

TROPPO POCO Un passo avanti importante, ma non decisivo per la Lomellina. «Adesso pare che si possa partire – commenta Franco Aggio, presidente del comitato pendolari MiMoAl – ma il problema è che Rfi non aveva inserito il raddoppio nel piano d’intervento perché la Regione non glielo aveva chiesto.

Fa rabbia non aver avuto il coraggio di chiedere anche il lotto Sud, che è cantierizzabile. L’impressione è che si voglia fare solo Abbiategrasso.

Cercheremo di fare pressione per inserire anche il tratto Parona-Mortara. E a chi ci accusa di non conoscere le dinamiche ferroviarie replichiamo che il raddoppio si fa non per abbattere i tempi di percorrenza, ma per aumentare il numero dei treni». Il raddoppio Albairate-Abbiategrasso rientra tra i dieci interventi nazionali per il potenziamento delle reti ferroviarie regionali, era stato inserito, lo scorso febbraio, nella prima bozza del Next Generation.

la stazione di Mortara

EVOLUZIONE L’opera si potrà fare in superficie, il doppio binario oggi si ferma ad Albairate, alle porte di Abbiategrasso, una proposta che accoglie una parte di quelle venute dai Comuni della zona a cavallo tra le province di Milano e Pavia, che più di tutti spingono per il miglioramento della ferrovia, che per Legambiente è la “maglia nera” delle linee lombarde. In passato le richieste dei Comuni si tradussero in una prescrizione del Cipe del 2006, che (valida ancora oggi) prevede l’interramento della ferrovia, troppo complesso. Da qui l’intervento nei mesi scorsi dell’assessore regionale ai Trasporti Claudia Terzi: «Se la revisione progettuale è lo strumento per sbloccare la situazione, chiediamo a Rfi e al Ministero di procedere in questo senso, sulla scorta delle delibere dei consigli comunali di Abbiategrasso, Vigevano, Parona e Mortara». In risposta a questo sollecito i quattro municipi hanno deliberato anche in consiglio comunale la disponibilità a dar corso a una soluzione che non preveda più l’interramento dell’opera. Soddisfatto il sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa: «Il problema era il tratto Abbiategrasso-Mortara, il cui progetto non era mai stato preso in considerazione da Rfi perché prevedeva l’interramento, con costi elevati».

IL PROGETTO Vent’anni fa si era deciso di dividere il progetto in tre lotti: Milano-Albairate, Albairate-Parona, Parona-Mortara. Ma il lotto centrale, che era il più impattante, era stato messo da parte, per dare la precedenza agli altri due, pianificandoli ancora prima di avere le autorizzazioni. Poi la doccia fredda con la bocciatura del lotto centrale tra Vigevano e Abbiategrasso e di quello sud (Mortara-Parona) che aveva già i cavalcavia.

Davide Zardo

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